Dopo i danni causati dall’ondata di maltempo della scorsa settimana la Toscana sta “accumulando tutti i dati con la massima apertura” e probabilmente sarà chiesto “lo stato di calamità regionale”. Lo ha confermato oggi il presidente della Regione Eugenio Giani che però esclude lo stato di calamità nazionale, perché non ci sono stati danni da motivare un provvedimento di questo genere”. Rispetto al passato con i cambiamenti climatici è cambiata anche la natura stessa della calamità. “Noi siamo stati impostati anche con le nostre leggi su un territorio omogeneo, cioè un’alluvione, una concentrazione di maltempo in Lunigiana o in Versilia o nella Piana Fiorentina e quindi viene dichiarato lo stato di calamità su quell’area, più o meno vasta, investita dal fenomeno”. Invece questa volta è andata diversamente. Ad esempio “nel raggio di pochi chilometri avevi tantissimi danni, penso a Pietrasanta con alberi estirpati” mentre “a Viareggio e Camaiore niente di rilievo”. Per cui, ha sottolineato il governatore, “se dichiareremo, come penso, lo stato di emergenza, per la prima volta sarà a macchia di leopardo”, mettendo “Pietrasanta, alcuni Comuni della Lunigiana, Vinci, Larciano e altri Comuni della Valdinievole”. Ammontano a circa 150 mila euro, secondo le prime stime, le spese sostenute dal Comune di Pietrasanta (Lucca) per sgomberi, pulizia e ripristini successivi al ‘passaggio’ della violenta ondata di maltempo di venerdì 21 agosto: i danni sono stati subiti dal campo sportivo della Pruniccia a Strettoia, scuola primaria Mancini, cimitero di Pietrasanta, edificio ex Incanto a Marina e alcune opere del Museo dei Bozzetti); (caserma dei Carabinieri di Marina e chiesa del Santissimo Sacramento in località Macelli) e una ventina, al momento, fra stabilimenti balneari e alberghi). Non ultima la situazione delle evacuazioni temporanee (4 casi, 3 nuclei non residenti e una famiglia che dimora stabilmente a Tonfano) e delle inagibilità al momento accertate su immobili privati.
LIVE
2