Il fronte bipartisan a difesa del Monte dei Paschi di Siena, che l’Opas di Intesa prevede di smembrare, si allarga anche ai parlamentari toscani e si trasforma in un tavolo permanente. È quanto emerso oggi all’incontro tenutosi a Siena tra il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la Presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, la sindaca del Comune di Siena Nicoletta Fabio e una rappresentanza parlamentare toscana. Partiti dalla condivisione dei documenti approvati in Consiglio regionale, Consiglio provinciale e Consiglio comunale in questi mesi di cui l’ultimo ieri, gli attori istituzionali hanno ribadito l’importanza della difesa dell’integrità aziendale e del valore storico, economico e occupazionale di MPS, considerato un asset strategico per l’intero sistema creditizio del Paese. Braccio operativo della squadra sarà un coordinamento stabile che monitorerà costantemente le evoluzioni legate all’istituto senese e le azioni da mettere in campo per salvaguardare nome, territorio e occupazione. Il governo, che ha quasi il 5% delle azioni di Mps, ha garantito alle istituzioni toscane neutralità mentre il presidente Giani auspica che quella quota venga fatta valere in assemblea a favore di Siena. Ultimo, non per importanza, lo strumento del golden power per fermare Intesa, sebbene il governo non abbia preso impegni specifici in merito. Intanto Mps prosegue la sua strada per difendersi dall’Opas di Intesa attraverso una propria opas su Bpm e Banca Generali. In vista dell’assemblea dei soci di fine ottobre, Rocca Salimbeni ha in programma per la metà della prossima settimana l’invio alla Consob dei due documenti di offerta su Banca Generali e Banco Bpm, invio che sarà preceduto dall’inoltro alla Bce, a Bankitalia, all’Antitrust, al governo (per i profili di golden power) e alle altre authority coinvolte delle istanze relative alle autorizzazioni necessarie alle due operazioni. Entro metà mese, infine, è atteso il via libera della Bce alla fusione con Mediobanca che verrà poi sottoposta al voto dei soci nell’assemblea del 29 ottobre. Via libera della Bce all’ingresso in cda di Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro in sostituzione di Fabrizio Palermo, dimessosi il 7 maggio, e Carlo Vivaldi, decaduto qualche giorno prima.
LIVE
4