Siena e la Toscana fanno quadrato attorno a Mps contro il rischio smembramento che l’opas di Intesa San Paolo realizzerebbe se andasse a buon fine vendendo parte degli sportelli a Unipol. Difesa bipartisan sancita dalla mozione approvata all’unanimità nel consiglio comunale che oggi è stato interamente dedicato a Rocca Salimbeni con la partecipazione del presidente della Regione Eugenio Giani, della presidente della Provincia Agnese Carletti, di alcuni parlamentari e consiglieri regionali e della Fondazione Mps. Presenti anche l’Università, le categorie economiche e sociali, le Contrade e anche una delegazione di lavoratori ex Beko, a testimonianza di quanto la questione sia sentita. L’atto ribadisce quanto già affermato nella mozione unitaria di giugno e chiede al governo di usare tutti i mezzi a disposizione per preservare l’integrità dell’istituto. Anche attraverso il golden power, strumento su cui – nell’incontro del 25 agosto con Regione, Provincia e Comune- il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non si è espresso, promettendo solo di mantenere neutralità nel risiko bancario. Il Governo infatti è socio di Mps con quasi il 5% delle azioni. Non andranno a favore né dell’offerta di Intesa né della controfferta su Bpm e Banca Generali lanciata pochi giorni fa dall’ad di Mps, Luigi Lovaglio, per uscire dall’angolo. Congelare le quote in mano al Mef potrà bastare a tutelare un territorio che oltre al nome sull’insegna rischia di perdere sportelli, occupazione e sostegno alle piccole e medie imprese? Pare di no. Per questo l’azione istituzionale bipartisan sarà rilanciata con la richiesta di essere auditi in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo al Senato per rappresentare le istanze del territorio” senese. Giani chiede apertamente che il governo faccia valere la sua quota in assemblea dei soci a difesa dell’integrità e dell’identità della Banca.
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