Trenta anni di carcere: è la richiesta avanzata dal pubblico ministero, Claudio Curreli, al termine di quasi due ore di requisitoria al processo in corso a Firenze, davanti alla Corte d’assise, a carico di Giuseppe Blandino, 42 anni, imputato per l’omicidio del padre, Salvatore, 70 anni, ucciso a coltellate il 22 giugno 2025 nella sua casa a Quarrata, in provincia di Pistoia, ritrovato un mese dopo nelle vicine campagne di Ferruccia dove era stato sotterrato e dove il figlio viveva e lavorava.
La prospettiva dell’ergastolo è stata scartata dal pm che ha chiesto ai giudici di considerare le aggravanti del parricidio e dei futili motivi equivalenti alle attenuanti della confessione seppur non integra, della condotta processuale e dell’incensuratezza. Il difensore, Enrico Giuntini, ha invocato l’assoluzione e il riconoscimento della legittima difesa, richiamando la versione del suo assistito di un omicidio scaturito al culmine di una lite e delle minacce che il padre gli avrebbe rivolto impugnando un coltello alla notizia di un trasferimento in Sicilia a casa della donna con cui aveva allacciato una relazione e che, ha aggiunto l’avvocato, “è l’unica persona autorizzata alla videochiamate in carcere”. Una ricostruzione respinta con forza dall’accusa secondo la quale l’anziano fu ucciso durante un discussione per motivi economici, ripetutamente accoltellato dopo una richiesta di denaro e, una volta morto, derubato del bancomat con cui fu fatto un prelievo. Da una parte e dall’altra, la descrizione di un rapporto conflittuale tra padre e figlio. La vittima, secondo il pm, aveva confidato alle sorelle che il figlio chiedeva soldi in continuazione e che faceva sparire denaro e oggetti da casa, mentre il difensore ha sottolineato che il suo assistito, fin da ragazzo, sarebbe stato sempre rimproverato, punito e denigrato dal padre. Per l’avvocato, Giuseppe Blandino avrebbe agito per difendersi, “in uno stato d’ira coltivato nel tempo, in preda a tensioni sedimentate negli anni”.
Furono le sorelle, una residente a Prato e una in Sicilia, ad avvertire i carabinieri dopo non aver più ricevuto notizie di Salvatore Blandino con il quale i contatti erano quotidiani. Ricerche, indagini, accertamenti, perquisizioni, fino al ritrovamento del cadavere e all’arresto del figlio che oggi, per la prima volta, ha rinunciato a comparire in aula.
FIRENZE - OMICIDIO BLANDINO: CHIESTI 30 ANNI PER IL FIGLIO
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