Metinvest si ritira dal maxi progetto da 3,2 miliardi di rilancio green delle acciaierie di Piombino, 800 dipendenti diretti più 300 nell’indotto. O sparirà del tutto e quindi sarà sostituita in toto o resterà al 15%, opzione auspicata dalla stessa Metinvest. Queste sono le due ipotesi messe oggi sul tavolo del Mimit convocato proprio per fare il punto sull’accordo quadro di fronte ai problemi finanziari manifestati dalla società ucraina anche a causa della guerra che ha portato alla distruzione dei suoi impianti. Tra 4 settimane Metinvest comunicherà allo stesso Mimit quale delle due offerte non vincolanti sarà trasformata in vincolante a cui ne seguiranno altre 4 per chiudere l’accordo. L’azienda assicura che “procederanno in parallelo le attività: tecniche, autorizzative e finanziarie in maniera da comprimere al massimo le tempistiche di avvio dei cantieri. Il nostro impegno resta quello di contribuire, in piena collaborazione con le istituzioni e con tutti i soggetti coinvolti, alla definizione di un percorso che preservi il valore del progetto e ne favorisca la realizzazione nel pieno rispetto dei lavoratori, delle istituzioni e degli stakeholder”.
Chiunque sia il sostituto di Metinvest, siamo di fronte a un’altra battuta d’arresto nel rilancio della produzione siderurgica toscana. Un nuovo elemento d’incertezza che preoccupa i rappresentanti dei lavoratori, oggi in sciopero perché stanchi di una cassa integrazione iniziata nel 2009 e che sembra non finire mai. Fiom Cgil chiede al governo di finanziare comunque il progetto ricordando il piano nazionale sulla siderurgia promesso dal ministro Urso. Ma tutti i sindacati lamentano l’aver lasciato la siderurgia in balia di continui cambi di programma e promesse nonostante rappresenti un assett strategico per il sistema Paese.
La Regione, che ha fatto la sua parte decidendo di non assoggettare il procedimento a Valutazione d’impatto ambientale, chiede tempi certi. Per il Pd toscano lo Stato deve entrare direttamente nel progetto industriale.
In questo quadro così complesso e grigio una buona notizia però c’è. Riguarda l’acciaieria Jsw Italy che ha ottenuto 33 milioni a fondo perduto da Invitalia per ammodernare il treno rotaie, che così sarà più competitivo per i mercati internazionali. Le rotaie prodotte infatti, saranno più lunghe, 120 metri (cosiddette rotaie “Head Hardened”) anziché 108. La capacità produttiva del laminatoio passerà da 320mila a 600mila tonnellate di rotaie all’anno. Un progetto che costa quasi 144 milioni di euro, comprensivi dei 500mila euro della Regione, che comprenderà anche interventi edilizi e impiantistici. I lavori, che dureranno un anno e mezzo, inizieranno non appena ci sarà la variante urbanistica e sarà rilasciato il titolo edificatorio. Anche in questo caso insomma, c’è da aspettare in compagnia di un minimo di incertezza. Ormai una costante per Piombino.
PIOMBINO (LI) - NUOVA TEGOLA SU PIOMBINO, METINVEST SI RITIRA
LIVE
2