“Ho accettato la richiesta del Governatore Giani che con forza mi ha chiesto, quando volevo dimettermi, di rimanere in carica fino alla nomina del mio successore. Ma ritengo che non sia più possibile proseguire in questo clima di tensione non dignitoso per me e per la mia famiglia. Esiste un limite oltre il quale non si va, un limite oltre il quale la politica cessa di essere confronto e diventa altro. Quel limite nei miei confronti è stato superato e adesso è il momento di parlare”.
Marco Carrai ha scelto l’ultimo giorno del suo incarico alla Presidenza della Fondazione Meyer per toglieri tutti i sassolini nelle scarpe che ha accumulato nei suoi tre anni di mandato (che, lo ricordiamo, viene svolto a titolo gratuito). Le donazioni al Meyer sono passate dai 12 milioni del 2023 ai quasi 17 di quest’anno con un aumento del 40% – ricorda Carrai – e nonostante ciò sono stato brutalmente attaccato in questi anni perchè taluni hanno ritenuto incompatibile questo ruolo con quello che da quasi 7 anni svolgo come Console onorario dello Stato di Israele. Carrai e la sua famiglia vivono sotto scorta, il suo volto è comparso sui muri di Firenze con minacce di morte e messaggi anti sionisti. “Si può criticare il Governo di Israele anche fortemente, e io l’ho fatto – prosegue – ma non accetto che un incarico onorario venga trasformato in una colpa personale e che si tenti di delegittimare ciò che ho fatto per il Meyer. Carrai ha ricordato anzi le numerose iniziative da lui promosse a favore dei bambini di Gaza all’ospedale pediatrico, per far arrivare aiuti nella striscia o il sostegno fornito alla comunità islamica che aveva ricevuto lo sfratto. Cita gli eventi di dialogo interreligioso che la moglie Francesca ha dovuto interrompere a causa del clima di tensione creato intorno al suo ruolo.
“Non si parli di rimozione – ha sottolineato il Presidente Giani – Carrai è giunto alla fine del suo mandato ed è giusto che incarichi del genere non vengano ripetuti”. Salvo poi aggiungere che questo metodo della non riconferma è maturato negli ultimi anni. Lo stesso Giani un anno fa disse che alla fine del mandato di Carrai sarebbe servita una “figura che possa tranquillizzare”. Sarà il nuovo direttore generale dell’Ospedale Federico Gelli (che da domani prende il posto di Paolo Morello alla direzione del Meyer mentre Morello sarà assessore alla sanità a Prato) a scegliere il successore di Carrai. Carrai che ringrazia comunque Giani per averci messo la faccia. Altri avrebbero voluto farlo sostiene, ma per proteggere il Meyer ha preferito in questi anni stare in silenzio. Fino ad ora.
FIRENZE - CARRAI LASCIA CON AMAREZZA LA FONDAZIONE MEYER: “IO BERSAGLIO”
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