VIAREGGIO (LU) - CONDANNA DAL PINO, I GIUDICI: “REAZIONE SPROPOSITATA”

Nadia Tarantino
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Fu un’azione “lucida, consapevole, spropositata e abnorme”. Di più: fu una sorta di “giustizia privata” quella di Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice viareggina di 67 anni che l’8 settembre 2024, alla guida del suo Suv, in via Coppino a Viareggio, investì e uccise Noureddine Mezgui, 52enne marocchino, che poco prima le aveva rubato la borsa. Così i giudici della Corte d’assise di Lucca che lo scorso giugno hanno condannato la donna a 18 anni di reclusione per omicidio volontario. In 52 pagine le motivazioni della sentenza contro cui gli avvocati della difesa, Enrico Marzaduri e Alberto Gargani, così come la procura, hanno già annunciato appello. Dettagliata la ricostruzione di quanto avvenne quella sera e fermo il convincimento dei giudici circa la capacità di intendere e volere dell’imputata che “agì – si legge nella sentenza – per recuperare ad ogni costo, con esasperato senso di tutela dei propri beni patrimoniali e anche in una logica punitiva dell’uomo, la borsetta sottratta poco prima”. Per quattro volte Cinzia Dal Pino investì il 52enne, “agendo sulla direzione dell’auto e aggiustando la traiettoria sulla base dei movimenti della vittima”, dice la sentenza. Una volta recuperato il proprio bene, la donna tornò a casa. Fu arrestata il giorno dopo. Un comportamento che per i giudici ha evidenziato l’indifferenza dell’imputata. La Corte d’Assise ha ritenuto di non accogliere né la richiesta della difesa di prevedere l’omicidio preterintinzionale se non la legittima difesa, sia la richiesta della procura di pronunciare sentenza di ergastolo. Cinzia Dal Pino, secondo i giudici, era in grado di intendere e volere seppure preda di stati ansiosi e depressivi, ma la sua reazione, “sì sproporzionata”, non integrava la crudeltà e i futili motivi.

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