TOSCANA - CPR, PIANTEDOSI: “CERTIFICATI MEDICI NON PIù VINCOLANTI”

Alessio Poggioni
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Il Governo torna sul tema dei CPR con una spinta in avanti, che stavolta riguarda gli accessi nei centri per il rimpatrio. Da una nuova direttiva firmata il 3 novembre, il Ministero dell’Interno sancisce che il certificato medico non sarà più vincolante per consentire o negare l’accesso degli irregolari nei CPR. La norma è di quelle pesanti, e segue un’inchiesta della Procura di Ravenna (ancora in fase di indagine) che ha posto nel mirino alcuni medici (tra cui due fiorentini) che avrebbero emesso un numero di certificati di inidoneità ben al di sopra della media nazionale, e quindi – si ipotizza– falsificati per evitare che i migranti venissero trasferiti nei CPR. Scrive dunque il Ministro Piantedosi: “I migranti irregolari continueranno ad essere visitati dai medici delle ASL locali, ma un eventuale parere negativo non sarà più vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri”. E ancora: “I soggetti saranno presi in carico dal personale medico che opera nella struttura, che valuterà tutti gli approfondimenti da effettuare, anche avvalendosi della competente ASL”. Il fine – dice a chiare lettere il Ministro – è evitare “valutazioni influenzate solo da pregiudizi ideologici”.
La direttiva tuttavia, suscita dubbi: in primis, i sanitari che operano nei CPR devono poter contare su strumenti e personale specialistico per effettuare le valutazioni, che al momento non sono presenti nelle strutture, dove spesso c’è poco più che un ambulatorio. Secondo – sostiene la deputata del PD Ilenia Malavasi – la direttiva cancella una tutela introdotta nel 2022 e potrebbe presentare profili di incostituzionalità, dato che entrerebbe in contrasto con le norme che vietano il trattenimento delle persone vulnerabili.
Insomma, prima ancora che l’inchiesta della Procura di Ravenna arrivi a compimento, il Viminale si muove per superare il filtro oggi operato dai medici, e stringere le cinghie su un tema che – va detto – è di forte sensibilità pubblica, soprattutto in campagna elettorale.

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