Una Piazza Buondelmonti gremita di pubblico ha fatto da cornice al centenario della Festa dell’Uva di Impruneta, una delle manifestazioni più antiche d’Italia. Nata nel 1926 come semplice occasione per portare in piazza carretti decorati con grappoli di uva, accompagnati da bambini e giovani figuranti, la festa si è trasformata nel corso dei decenni in uno spettacolo di grande impatto scenico.
Oggi i carri allegorici sorprendono con trasformazioni spettacolari, quinte mobili, strutture rotanti, giochi di colore e complesse scenografie che prendono vita grazie al lavoro coordinato di figuranti e ingegnosi meccanismi. Un’evoluzione che testimonia la capacità della manifestazione di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici.
A raccontare storie, tradizioni e identità sono stati ancora una volta i quattro rioni imprunetini. A conquistare l’edizione del centenario è stato il Rione Pallò, che ha dedicato il proprio spettacolo a una figura simbolo della sua comunità, protagonista di una narrazione capace di intrecciare memoria, cambiamento e senso di appartenenza.
Archiviata l’edizione del centenario, da domani la Festa dell’Uva di Impruneta torna a guardare avanti. Dopo cento anni di storia, si apre infatti un nuovo capitolo, con un futuro ancora tutto da scrivere.