Se non fosse stato per i sospetti e per i successivi controlli dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Livorno, cinquecento tonnellate di scarti tessili dei pronto moda di Prato sarebbero sbarcate in Malesia. Il carico, contenuto in venti container, è stato bloccato al porto di Livorno: qui gli accertamenti condotti con gli ispettori dell’Arpat di Prato, hanno permesso di interrompere il trasferimento illecito del rifiuto tessile. Una imprenditrice cinese, legale rappresentante della società esportatrice, è stata denunciata per detenzione e traffico transfrontaliero di rifiuti e per falsità ideologica in atto pubblico. Secondo le indagini, gli scarti tessili sono stati raccolti a Prato e poi ‘confezionati’ per essere trasferiti all’estero. Un modo per disfarsi di tonnellate di rifiuto scomodo perché costoso da smaltire e, soprattutto, perché indicatore della produzione della singola azienda che spesso non è in grado di esibire scritture contabili e bilanci aderenti.
La legge stabilisce che gli scarti tessili devono subire un processo di selezione e sanificazione per acquistare il titolo di ‘materia prima seconda’ e poter essere esportati. Non è stato questo il caso. Ad attirare l’attenzione degli ispettori è stata in prima battuta la documentazione che accompagnava il carico: il valore riportato era talmente basso da non essere coerente con le spese delle pratiche doganali per il trasporto in Malesia. I container sono stati prima controllati con gli scanner, poi sono state aperte balle a campione e svuotate del contenuto che è risultato essere rifiuto con residui di ogni genere, dalla plastica all’organico alla carta: residui in misura tale da ritenere che gli scarti, acquistati dall’esportatore sotto forma di rifiuti dai pronto moda del distretto pratese, non fossero stati trattati secondo le procedure obbligatorie. L’Arpat ha qualificato l’intero carico come rifiuto tessile ed è stato disposto il sequestro, convalidato dall’autorità giudiziaria. Non è la prima volta che scarti tessili vengono bloccati al porto di Livorno: in un anno e mezzo sono state sequestrate 1.450 tonnellate.
LIVORNO - Dai pronto moda di Prato alla Malesia: 500 tonnellate di scarti tessili bloccate al porto di Livorno
La merce, acquistata come rifiuto da un esportatore, è risultata non essere stata trasformata in 'materia prima seconda' e perciò il viaggio verso l'estero è stato interrotto. Gli accertamenti condotti da Adm e Arpat. A insospettire sono stati i documenti commerciali. Denunciata una imprenditrice
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