Firenze - Edilizia post Pnrr, Ance: “Investimenti privati già in calo”

Redazione
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Con la fine del Pnrr e degli altri incentivi, il comparto delle costruzioni in Toscana che rappresenta un quarto dell’intero apparato industriale regionale, è a un bivio. Da una parte c’è la crisi abitativa, dall’altra il settore privato che già mostra segnali di frenata. I dati sui finanziamenti a lungo termine per investimenti in abitazioni sono crollati di oltre il 50% rispetto al 2025 scendendo sotto i livelli 2023. Un segnale preoccupante per uno dei comparti più dinamici della Toscana con una crescita del valore aggiunto del 2,3%, pari a 150milioni di euro, e dell’occupazione del 4%.
A indicare la strada per continuare a sostenere l’edilizia toscana rispondendo alle esigenze dei cittadini, è il presidente regionale di Ance Rossano Massai, fresco di riconferma: favorire i partenariati pubblico-privati con il loro effetto moltiplicatore degli investimenti e mantenere il modello Pnrr su procedure e controlli.
“Quando l’Italia deve lavorare in emergenza, dimostra di essere straordinariamente brava – sottolinea il presidente di Ance Toscana Rossano Massai -. La Toscana ne è la prova, con la gestione dei cantieri del Pnrr. Tuttavia, non possiamo vivere di sole emergenze”.
“Dall’esperienza del Pnrr dobbiamo ora trarre le lezioni migliori, a partire dalla semplificazione delle procedure e dall’assunzione di responsabilità degli enti pubblici – prosegue Massai -. Questi modelli di monitoraggio continuo e snellimento burocratico non devono restare un’eccezione legata a una scadenza, ma devono essere applicati alla normalità del nostro operare quotidiano”.
Un modello che in Toscana ha permesso di terminare o portare in fase avanzata l’80% dei cantieri Pnrr su un totale di 1.981 progetti per un valore di 5,7 miliardi. Siamo ben sopra la media nazionale. Non si può dire altrettanto – secondo Ance- per i fondi strutturali europei. A fine 2025 la spesa effettiva era ferma a poco più del 14% nonostante sia già stato impegnato il 46% del budget.
Rispetto a un deludente 2025, bene invece i bandi di gara per opere pubbliche dei primi 3 mesi del 2026: sono stati 305, ossia il 63% in più, per un valore di 470 milioni di euro, il 150% in più.

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