Non ha, almeno per il momento, i contorni dell’incidente diplomatico ma la questione dello stop alle rappresentazioni teatrali al cimitero militare tedesco della Futa è sicuramente diventato un caso politico a Firenzuola dove l’assessore alla cultura Elisa Sozzi si è dimessa in polemica con la posizione del sindaco Giampaolo Buti di avallare la decisione dell’associazione tedesca. Una crepa che ha fatto rumore nella giunta di centrodestra.
Ma facciamo un passo indietro e ricostruiamo la vicenda. Al passo della Futa, Comune di Firenzuola, sorge il più grande cimitero militare tedesco in Italia che ospita dal 1969 il memoriale dei soldati germanici deceduti in Italia durante il secondo conflitto mondiale, realizzato da un’associazione umanitaria tedesca che si occupa della manutenzione e delle onoranze ai propri soldati caduti in guerra.
Da 23 anni, l’associazione teatrale Archiviozeta porta all’interno di questo luogo sacro spettacoli teatrali di memoria. Non si tratta, è bene chiarirlo subito, di teatro di intrattenimento o di commedia ma di veri e propri itinerari di riflessione come ha fatto a Marzabotto, a Sant’Anna di Stazzema, alla risiera di San Sabba.
Poco cambia che qui siano ricordati i vinti, nel rispetto dell’approccio di Archivio Zeta. Si è sempre trattato in questi anni, spiegano, di un itinerario esplorativo delle memorie di soldati educati male da un regime totalitario. Ragazzi che non arrivavano ai vent’anni, raccontano le lapidi austere.
La sorpresa è stata tanta, quindi, quando quest’anno al posto dell’ok alla richiesta di allestire l’evento estivo (Archivio Zeta fa anche una donazione annuale all’associazione tedesca) la risposta è stata una lettera lapidaria in cui si annunciava che gli spettacoli dal prossimo anno si sarebbero dovuti interrompere. Deboli e poco convincenti le motivazioni, che tiravano in ballo i discendenti dei familiari delle vittime che avrebbero ritenuto inconcepibile una rappresentazione teatrale in un luogo simile. L’Associazione – da noi contattata ma senza esito – ha anche aggiunto che non solo la maggioranza dei tedeschi ma anche quella degli italiani sarebbe stata contraria.
Diciamo deboli motivazioni, dicevamo, non solo per quanto già spiegato dalla Compagnia, ma anche perché quello della Futa non è un cimitero qualsiasi ma un luogo di memoria per defunti che già lo erano negli ultimi vent’anni. Non si capisce quindi cosa sia cambiato.
Tanto più che la associazione teatrale Archivio Zeta, proprio per il tipo di lavoro che conduce incentrato sulla memoria e sul rispetto, ha avuto negli anni non solo il patrocinio dell’ambasciata tedesca ma anche quello del ministero della cultura italiano (due anni fa, quindi con lo stesso colore politico di oggi) oltre che della regione toscana (l’assessore alla cultura Cristina Manetti, che si è subito dichiarata contraria all’interruzione, incontrerà il console tedesco a fine mese). Archiviozeta respinge anche come ignobili menzogne le voci che in questi giorni parlavano di poco rispetto per il luogo da parte degli spettatori: “ai nostri spettacoli sono vietati cellulari e generi alimentari, è ammesso solo il silenzio e l’ascolto, il successo di pubblico lo dimostra”.
Anche l’ambasciata tedesca è risultata completamente ignara dell’intenzione dell’associazione di interrompere le rappresentazioni e ha dichiarato che proverà a fare da tramite per scongiurare questa eventualità.
Tra le poche voci a sostegno c’è invece è stata quella del sindaco di Firenzuola che in questi anni non ha mai presenziato a uno spettacolo e si è limitato a dichiarare che la decisione va rispettata ipotizzando che le rappresentazioni possano essere fatte in un non precisato “altro luogo”. Senza considerare che il palcoscenico è, in certi casi, parte integrante della rappresentazione. Una decisione che forse non è stata unanime in giunta ma l’unica voce che si è levata è stata quella dell’Assessora alla Cultura; convinta dell’importanza culturale dell’iniziativa (che tra l’altro porta sul territorio un notevole indotto) ha dichiarato di non essere stata coinvolta nella decisione, fino all’estrema scelta delle dimissioni.
Ironia della sorte: lo spettacolo di quest’anno di Archiviozeta è “Il processo” di Kafka, in cui il signor K viene processato e condannato per una colpa inesistente.
E anche questa vicenda, dai contorni ancora da chiarire, non può che essere definita kafkiana.
FIRENZUOLA (FI) - STOP SPETTACOLI ALLA FUTA: POLEMICA E CREPE IN GIUNTA
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