Filippo Ramacciotti, Glenda Garzelli, Simone Ramacciotti, Roberto Ramacciotti, Gianfranco Tampucci, Martina Bechini, Raimondo Frattali e Roberto Vestuti. Sono i nomi e cognomi di chi ha perso la vita nella notte tra il nove e il 10 settembre del 2017 quando Livorno fu colpita da un’alluvione violentissima. Sono trascorsi nove anni e la citta vuole ricordare ancora una volta le vittime e una comunità che fu messa in ginocchio, capace però nelle ore successive al disastro, di risollevarsi a poco a poco, spalando fango dalle case e dalle strade. Sotto i riflettori andarono due torrenti: il Rio Maggiore, parzialmente tombato in più fasi, dagli anni 30 agli anni 80 e il Rio Ardenza straripato nei suoi ultimi 2 km, tra i quartieri di Montenero e Ardenza, in zona tre ponti, dove oggi è zona di cantiere con un ponte Bailey in sostituzione del vecchio attraversamento. E qui che nascerà un ponte ad un’unica arcata. 93 milioni di euro di lavori per mettere in sicurezza Livorno. Un evento che ha avuto ripercussioni anche sull’amministrazione comunale del tempo, governata dal Movimento 5 stelle. L’ex sindaco Filippo Nogarin condannato a tre anni di reclusione per omicidio colposo plurimo. La difesa ha fatto ricorso in appello e la prossima udienza è fissata per il 29 ottobre. In questo giorno di dolore la citta ricorderà ancora. Previste la Santa messa, la fiaccolata e il concerto del Quartetto d’archi dell’Orchestra del Teatro Goldoni.
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