Più di tre anni, per la precisione tre anni e tre mesi senza notizie di Kataleya Mia Alvarez Chicclo, per tutti Kata, la bambina peruviana scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor a Firenze, in via Maragliano, occupato abusivamente da un centinaio di persone di diverse nazionalità. Nessuna notizia, buio assoluto nonostante le indagini, le ricerche, gli strumenti messi in campo dalla procura che ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta nella quale sono indagati due zii della bambina. “Gli elementi raccolti non consentono una ragionevole previsione di condanna” si legge nella richiesta avanzata al giudice delle indagini preliminari. Una richiesta che ha subito trovato l’opposizione della famiglia. L’avvocato del padre di Kata si è detta convinta che ci siano ancora margini per continuare a indagare.
E’ stata cercata ovunque la piccola Kata; tracce sono state cercate in tutto l’immobile, passato al setaccio e in alcuni punti demolito dai Cacciatori di Calabria, il reparto dei carabinieri specializzato nelle ricerche dei latitanti in Aspromonte. Ricerche sono state fatte all’estero e soprattutto in Perù, dove si è ipotizzato che la bambina potesse essere stata portata. Tutto inutile. Sparita nel nulla Kata, inghiottita da un mistero che, fino a oggi, tale è rimasto. Sullo sfondo liti e regolamenti di conti all’interno dell’Astor, chiuso a causa della pandemia e poi trasformato in un rifugio per famiglie senza casa dove chi voleva occupare una camera doveva sottostare a un sistema di estorsioni, violenze e minacce per il quale sono state chiamate a risponderne quattro persone, tra le quali lo zio materno di Kata.
Della piccola resta l’ultima immagine sulle scale dell’ex hotel, pochi minuti prima di finire nelle mani di non si sa chi.
FIRENZE - KATA: LA PROCURA CHIEDE L’ARCHIVIAZIONE DELL’INCHIESTA
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