Con il via libera dell’antitrust e della Corte dei Conti, sarà il Consiglio regionale ad avere l’ultima parola sulla nascita di Toscana strade, la società in house totalmente partecipata dalla Regione e con capitale sociale iniziale di 3,5 milioni di euro, destinata a gestire la Fipili attraverso un contratto di servizio con l’obiettivo – alla luce dei 50mila veicoli al giorno che la utilizzano – di migliorarne tempi di percorrenza e sicurezza anche attraverso una manutenzione più puntuale. L’esame sulla proposta di legge è stato fatto oggi dal presidente Giani. Toscana strade si regge su 3 punti fondamentali. Due di immediata attuazione: un contributo regionale di 5 milioni di euro e il 50% degli incassi delle multe degli 11 autovelox che costellano i 100 chilometri di Fipili e che secondo lo studio allegato alla delibera, si attestano attorno ai 10 milioni di euro. Il terzo punto, ossia l’ipotesi di un pedaggio per i Tir, scivola al 2028 ed è condizionato all’approvazione di una delibera specifica della giunta toscana che in linea teorica potrebbe anche decidere quindi, di lasciar perdere e sostituire quelle entrate con proprie risorse. Secondo le previsioni, che partono da una tariffa pari al 70% di quella dell’A11, si va dai 15 ai 18 milioni di euro annui. Si vedrà, ora l’attenzione deve essere rivolta alla partenza della società guidata da un amministratore unico e da una struttura che nella fase iniziale sarà formata da una decina di dipendenti. La nascita del nuovo ente è accompagnata da due maxi interventi finanziati dalla Regione e a breve cantierizzati: l’allargamento tra Scandicci e Lastra a Signa e l’intervento di miglioramento alla biforcazione tra Pisa e Livorno.
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