Trasformare l’imminente legge sulla responsabilità estesa del produttore per il settore moda e tessile in un’opportunità di politica industriale che valorizzi il tessuto produttivo italiano a cominciare da quello pratese, re assoluto in fatto di economia circolare tessile. E’ la sfida che emerge dalla prima edizione di TrasformAzioni, il festival che si è svolto oggi a Prato grazie a Plures che sul tema sta dimostrando una sensibilità particolare, concretizzatasi anche nella realizzazione proprio in questo territorio del primo hub del riciclo tessile d’Italia che entrerà in piena operatività nel 2027. Anche per questo Prato può essere modello per tutti. La nuova normativa farà da spartiacque ma per renderla davvero efficace in termini di sostenibilità ambientale, è necessario considerare tutta la filiera produttiva e non solo il primo committente, spesso rappresentato dai grandi marchi della moda. Solo così si fa anche il bene delle imprese che stanno a monte. La sensibilità del consumatore sulla sostenibilità della moda è sempre più accentuata come certifica il sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli presentato oggi: tre italiani su quattro dichiarano di aver modificato negli ultimi cinque anni le proprie abitudini di acquisto per ridurre sprechi e consumi inutili. I giovani hanno una maggiore sensibilità sul mercato dell’usato. Tra i 18-34enni, infine, l’acquisto di prodotti di seconda mano raggiunge il 39%. Il mercato quindi ha tutto l’interesse a tenerne conto, le istituzioni però devono fare in maniera che il beneficio per l’ambiente e per l’economia sia reale attraverso normative adeguate.
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