L’industria manifatturiera dei territori Prato-Pistoia e Lucca presenta un moltiplicatore del valore aggiunto pari a 1,1. Significa che ogni euro di valore aggiunto prodotto da quelle imprese ne genera un altro più 10 centesimi, nel resto dell’economia per un totale di 14,6 miliardi di euro. Significa ricchezza e benessere dei territori. Destinate a ridursi o a sparire se la questione energetica non sarà affrontata in modo strutturale. Il punto sullo stato di salute delle imprese dei tre capoluoghi toscani, è stato fatto ieri in occasione del decimo compleanno di Confindustria Toscana Nord a cui ha partecipato anche il numero uno degli Indutriali italiani Emanuele Orsini. La questione energetica è prioritaria e i numeri forniti definiscono i caratteri dell’emergenza ROMAGNOLI
Dal dato aggregato e generale a quello singolo specifico, il risultato non cambia: l’aumento esponenziale dei costi energetici mangia margini e profitti e con loro la capacità di fare investimenti in assett strategici quali l’innovazione, fondamentali per andare avanti. Ecco i numeri dell’azienda che ha ospitato l’assemblea nello stabilimento di Pescia, la Verrallia Italia, leader nella produzione, anche attraverso il riciclo, di contenitori in vetro per bevande e cibo.
Pistoia - Industria Prato-Pistoia-Lucca, +70% per energia
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