Toscana - Balneari, il Consiglio di Stato stoppa il valzer di proroghe

Redazione
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Il Consiglio di Stato manda in fumo l’ultima speranza dei balneari di far slittare nuovamente la messa a gara degli stabilimenti secondo quanto prevede la direttiva Bolkestein del 2006. Venti anni di storia infinita e di proroghe, con lo zampino della politica, che ora sembrano davvero arrivati al capolinea. Con la sentenza 6539 in merito al ricorso di due concessionari liguri, i giudici amministrativi di secondo grado hanno stabilito che tutti i Comuni italiani dovranno aver completato i bandi per le concessioni balneari entro il 30 settembre 2027 e che non ci saranno ulteriori proroghe. Gare che dovranno essere pubblicate entro il 30 marzo 2027. Nessuna consolazione dagli indennizzi, promessi e previsti dal governo. Per il Consiglio di Stato sono dovuti solo nei casi in cui il concessionario dimostrasse, a suo onere, la presenza di investimenti non ancora ammortizzati. Uno tzunami per i gestori dei 7.244 stabilimenti balneari italiani che contano 60mila addetti. Particolarmente colpita la Toscana che conta poco più di 900 stabilimenti, con alta concentrazione in Versilia. Un numero che mette la nostra regione al secondo posto nella classifica nazionale dopo l’Emilia Romagna e prima della Liguria. Camaiore e Pietrasanta sono prime in Italia per densità: oltre 90 stabilimenti rispettivamente in 3 e 4,2 chilometri di litorale. Si tratta soprattutto di società individuali e di conduzioni familiari. Il giro di affari è di 100 milioni di euro ma la stima appare “prudente” anche a causa di numeri poco chiari. Secondo un’indagine 2022 di Confcommercio, il fatturato nazionale è di un miliardo e 3 milioni di euro e dunque in proporzione quello toscano si aggira attorno ai 130milioni di euro di cui 70 nella sola Versilia. Cifre importanti a fronte di canoni quasi irrisori. Lo Stato ha incassato appena 11 milioni di euro.

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