Toscana - Crisi industria toscana, la ricetta di Irpet

Redazione
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“Compito della politica è aiutare la manifattura toscana – che dispone ancora di competenze, filiere e capacità produttiva – a risalire la catena del valore, a trattenere più reddito nei territori e a trasformare l’industria in un motore più robusto di crescita e coesione. Prima azione è il rilancio della domanda interna con un adeguato sostegno al reddito”. Lo afferma l’Irpet all’indomani dello sciopero regionale dell’industria indetto da Cgil, Cisl e Uil per chiedere al governo, alla Regione e a Confindustria di mettere in campo azioni concrete che fermino il declino della Toscana industriale a favore del turismo e della rendita, ossia del basso valore aggiunto. Irpet parla di deindustrializzazione di natura funzionale più che quantitativa. La manifattura toscana infatti ha sì perso peso, ma non è scomparsa. Il problema – scrive Irpet – è semmai il rallentamento della capacità del sistema industriale regionale di generare valore aggiunto e di trattenerlo stabilmente nei territori. L’insidia per Irpet è il non sviluppare adeguatamente il controllo delle funzioni che consentono di trasformare la capacità produttiva in valore aggiunto trattenuto in loco. Una deindustrializzazione più corrosiva di quella quantitativa perché il territorio produce ancora ma cattura una quota decrescente del valore totale generato dalla filiera. Come invertire la tendenza? Secondo l’Irpet le direttrici sono due: la prima è rilancio della domanda interna sostenendo i redditi della famiglie con attenzione al ceto medio per costruire una base di domanda più prevedibile e prossima rispetto a quella proveniente dai mercati lontani; la seconda è la riduzione della dipendenza esterna, ad esempio quella energetica che toglie risorse agli investimenti. Direttrici che devono essere attuate con un’azione sinergica di governo, regione e mondo imprenditoriale. L’esecutivo nazionale può agire su incentivi e politiche fiscali; la Regione può attuare anche contributi non monetari quali nidi e libri gratis, trasporto accessibile, politiche abitative e sanità pubblica. Tutto ciò che libera capacità di spesa.

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