L’inversione di segno sull’export del settore moda registrata nel primo trimestre 2026 accende le speranze per il futuro ma la luce in fondo al tunnel non si vede ancora e come si arriverà a quel giorno? I dati diffusi oggi da uno studio commissionato da Confindustria sul distretto fiorentino della pelletteria – 6mila aziende e 38mila addetti al servizio anche di brand del lusso – suonano l’allarme per la tenuta della filiera e quindi delle competenze. Emerge infatti, una riduzione significativa delle imprese e dell’occupazione: nel primo trimestre 2026 si registra un calo del 13% degli addetti rispetto al 2019 (-11% rispetto al Q3 del 2024) e una riduzione del numero di imprese attive pari al 20% (-8 rispetto al Q3 2024). Il settore perde otto addetti al giorno. Lo studio registra anche un incremento del 269% delle ore di Cassa integrazione guadagni tra il 2023 e il 2025 nel distretto moda fiorentino (+3% rispetto al 2024). La ricerca individua anche un “gap di competenze: tra i profili richiesti ci sono “tecnici in campo ingegneristico, tecnici dei rapporti con i mercati, specialisti delle scienze gestionali, commerciali e bancarie, tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi”. Anche in questo caso, viene invocata una cabina di regia promossa dalla politica che metta in campo “una politica industriale di ampio respiro, superando la frammentazione”.
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