Con Giuseppe Graviano, il boss in carcere dal 1994, condannato a sei ergastoli, il processo a Salvatore Baiardo, il gelataio già condannato in via definitiva per averlo aiutato durante gli anni della latitanza al nord, entra nella fase più delicata. Più delicata perché Giuseppe Graviano, detto ‘Madre natura’ in quanto aveva il potere di stabilire chi doveva morire e chi no, a 63 anni, con 32 di carcere duro sulle spalle, potrebbe decidere di parlare e di raccontare la stagione delle stragi con la quale, tra il 1993 e il 1994, Cosa Nostra dichiarò guerra allo Stato con l’obiettivo di scendere a patti. Il nome di Giuseppe Graviano è nell’elenco dei testimoni convocati lunedì dal tribunale di Firenze che sta processando il suo amico fidato Baiardo, imputato di favoreggiamento aggravato dall’agevolazione mafiosa e di calunnia contro il giornalista Massimo Giletti. Baiardo, per la verità, nelle ultime udienze è rimasto sullo sfondo e nell’ultima neppure era presente, perché in primo piano ci sono, appunto, le stragi: è forse l’ultima occasione, questo processo, per provare ad affermare una verità storica e giudiziaria su quella stagione e soprattutto sui mandanti.
FIRENZE - MAFIA, PROCESSO BAIARDO: ATTESA PER IL TESTE GRAVIANO
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