Dalla Campania a Prato passando per il programma di protezione. Ventiquattro imputati alla sbarra nel processo nato dall’inchiesta dello scorso anno della Dda di Firenze sulle presunte infiltrazioni camorristiche nel distretto tessile ad opera di appartenenti alla famiglia Sarno, arrivati in Toscana dopo essere diventati collaboratori di giustizia e nel frattempo impegnati, secondo il Gico della guardia di finanza, a replicare il modello criminale già collaudato nel napoletano. Davanti al tribunale di Prato, oggi, venerdì 23 ottobre, la prima udienza di un dibattimento che si preannuncia lungo e complesso: tanti gli imputati, tantissimi i testimoni citati dal pubblico ministero, il sostituto antimafia Leopoldo De Gregorio, e dalla difese. Le accuse a vario titolo: smaltimento illecito di rifiuti tessile, reclutamento di manodopera clandestina, estorsione, riciclaggio, fatture false, frode fiscale. Contestata nei confronti di alcuni anche l’aggravante dell’associazione a delinquere di stampo mafioso.
Un ventaglio di servizi confezionato su misura per il contesto socio-economico pratese, capace di rispondere alle esigenze del distretto illegale e perciò l’ingresso di operai clandestini pakistani da impiegare nelle aziende cinesi, la capacità di far sparire gli scarti tessili prodotti dalle stesse aziende, la collaborazione nel sistema ‘apri e chiudi’, il meccanismo che consente alle ditte di chiudere senza pagare il fisco e riaprire senza problemi.
Diversi gli arresti portati a termine tra Prato, La Spezia, Viterbo e Napoli e sequestro di beni per oltre un milione di euro. Stamani l’udienza se n’è andata per discutere alcune questioni preliminari utili allo svolgimento del dibattimento. Quasi tutti collegati da remoto gli imputati, molti di loro agli arresti per questa e per altre vicende. Prossima udienza a fine novembre.
PRATO - Da collaboratori di giustizia a promotori di attività criminali: al via il processo sulle presunte infiltrazioni di camorra del clan Sarno
Sradicata dal Gico della guardia di finanza sotto il coordinamento della Dia di Firenze un'organizzazione dedita a riciclaggio, estorsione, ingaggio di manodopera clandestina, smaltimento illegale di rifiuti. Gli arresti risalgono alla primavera del 2025
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