Fu un omicidio volontario quello di Raffaele Marianella, l’autista di 65 anni colpito da un sasso che sfondò il parabrezza del bus su cui viaggiava come secondo conducente insieme ai tifosi del Pistoia basket di ritorno dalla partita contro la Sebastiani Rieti. La procura di Rieti ha chiuso le indagini e notificato l’avviso a otto ultrà reatini accusati a vario titolo di omicidio, quello del secondo autista, aggravato dai futili motivi, di tentato omicidio, quello del primo autista, Luca Leone, e di attentato alla sicurezza dei trasporti. L’agguato, sul raccordo Terni-Rieti, risale al 19 ottobre dello scorso anno. Il bus con i tifosi pistoiesi fu investito da una fitta pioggia di sassi e mattoni e un grosso sasso finì addosso a Marianella, colpito tra il collo e la testa. Un altro sasso fu lanciato verso il lato guida ma il conducente si salvò perché il vetro resistette all’urto.
Le indagini sono state portate avanti dalla questura di Rieti che ha ricondotto l’agguato a ruggini tra le due tifoserie.
Raffaele Marianella, da anni residente a Firenze, era vicino alla pensione tanto che quello a Rieti in occasione della gara tra Pistoia Basket e Sebastiani Rieti era uno dei suoi ultimi viaggi per conto della società di trasporto di cui era dipendente da pochi mesi.
PISTOIA - MORTO PER SASSAIOLA AL BUS: FU OMICIDIO VOLONTARIO
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