Occupare una scuola, in base alle leggi vigenti, è illegale e le conseguenze sugli studenti (o sui loro genitori se sono minorenni) possono essere concrete. Il rischio principale è l’interruzione di pubblico servizio ma anche la violenza privata se si bloccano gli accessi o il risarcimento di eventuali danni alla scuola. L’invasione degli edifici non si applica, invece, alle occupazioni, ha stabilito la Cassazione. In generale tutto si risolve con l’archiviazione delle (rare) denunce e senza condanne penali. Ma il rischio c’è. Perché allora da generazioni gli studenti occupano le scuole? “E’ l’unico modo che abbiamo di farci sentire davvero” spiega uno studente del Galileo di Firenze. E in effetti senza questa forma di protesta a quanti sarebbe arrivata la loro voce che non per la prima volta denuncia la situazione all’interno delle scuole? Finestre che non si chiudono, intonaco che cade, topi, muffa, bagni inagibili, carenza di sapone e carta igienica. Non tutte le scuole sono uguali ma la protesta è collettiva. Al di là dei problemi concreti di ogni istituto gli studenti, che condannano violenze o i danni che pure si sono registrati in qualche scuola non è chiaro se da parte di soggetti esterni, puntano il dito contro il Governo e la cronica mancanza di risorse ma anche politiche in cui non si riconoscono, da quella sul tetto per gli studenti stranieri alla mancanza di educazione sessuale e affettiva.
FIRENZE - LE RAGIONI DELL’OCCUPAZIONE NELLA VOCE DEGLI STUDENTI
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