La Pasqua, in Toscana come nel resto d’Italia, segna il ritorno della primavera con profumi, colori e gesti che affondano nelle tradizioni rurali. Pur restando l’agnello il protagonista più discusso, la festa nasce soprattutto dal legame con la terra e con le prime verdure che tornano negli orti. È una celebrazione della rinascita, fatta di simboli antichi e riti familiari che cambiano da regione a regione ma condividono lo stesso senso di rinnovamento.
Il nostro menù pasquale può aprirsi con uova sode farcite con erbe primaverili come prezzemolo, erba cipollina o maggiorana, semplice richiamo al tema della rinascita. A seguire, un primo piatto della cucina contadina toscana: i pici, pasta povera di farina e acqua, perfetta nello spirito essenziale della Pasqua. Li immaginiamo conditi con cavolo nero, in un abbinamento che unisce semplicità, stagione e tradizione.
Per il secondo, oltre al classico agnello, la tradizione offre lo stufato sangiovannese, legato alla basilica di Santa Maria delle Grazie. Un documento del 1427 ne cita già il nome, mentre la leggenda parla di una donna che, dopo una grazia ricevuta, donò la ricetta alla Madonna. Preparato con carni semplici e spezie arrivate dalla Terra Santa, è diventato nel tempo un simbolo di accoglienza e devozione.
Il dolce è la torta di Pasqua pisana, un lievitato profumato con lievito madre, farina, uova e semi di anice: un impasto essenziale ma ricco di aromi, che racconta l’attesa della festa e il sapore delle colazioni pasquali di un tempo. A chiudere, un bicchiere di autentico Vin Santo toscano, capace di esaltare la dolcezza e la memoria di questo finale di Pasqua.
Toscana - PASQUA TOSCANA: TRADIZIONI, SAPORI E RITI DI RINASCITA
LIVE
2