Toscana - Toscana terra mineraria tra passato e futuro

Redazione
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Toscana, terra ricca di minerali, ha una lunga tradizione di estrazione iniziata già ai tempi  degli Etruschi. Allume, ferro, lignite, pirite,  argento e rame le sostanze principali conservate nel cuore della nostra terra. Soprattutto sul Monte Amiata, lungo la Costa degli Etruschi, all’Isola d’Elba e sulle Colline Metallifere Grossetane.
In particolare il sottosuolo nei dintorni dell’Amiata, è ricco di cinabro, dal cui raffinamento origina il mercurio.  La Miniera di Siele è stata uno dei più grandi siti minerari di mercurio del mondo.  Buona parte della pirite prodotta in Italia era ricavata dalle colline grossetane fino all’inizio degli anni 80.A Ribolla, si è estratto carbon-fossile fino al gravissimo incidente sul lavoro avvenuto due anni prima di Marcinelle e che ne ha decretato la successiva chiusura.
Metà del salgemma italiano inoltre proveniva dai giacimenti della Val di Cecina.
Cosa rimane oggi? Al netto dell’estrazione del marmo bianco di Carrara dalle Alpi Apuane, poco o niente tra vincoli ambientali e costi estrattivi non più concorrenziali. Alla luce però dell’estremo bisogno delle cosiddette terre rare di cui l’Europa ha necessità in chiave competitiva per non essere schiacciata dalla Cina, sono in corso attività sperimentali nell’area geotermica di Larderello dove nei fluidi profondi, sono state rilevate tracce di litio, sostanza fondamentale per la tecnologia. Progetto che riguarda anche la Campania e il Lazio.

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