Bancarotta fraudolenta: questa l’ipotesi di reato mossa nei confronti di sei tra ex amministratori e professionisti per il crac della Esperia Viareggio, società di calcio non più attiva da anni e dal 2025 in liquidazione giudiziale. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati dalla guardia di finanza di Lucca nell’ambito dell’inchiesta della procura denominata ‘Var’. Nei conti un buco di oltre due milioni e mezzo, imposte e contributi mai versati e l’impossibilità di ricostruire nel dettaglio il quadro contabile e finanziario a causa della distruzione delle scritture contabili finalizzata evidentemente a nascondere presunte manovre opache. Le indagini sono tornate indietro di dieci anni. Nel comunicato della guardia di finanza si spiega che “la gestione spregiudicata della società calcistica ha portato il tribunale alla liquidazione giudiziale”. Complesso il lavoro investigativo basato anche sull’analisi dei documenti acquisiti presso l’Agenzia delle Entrate e sulle testimonianze dei consulenti fiscali e del curatore della procedura. Ingenti i debiti che la società avrebbe accumulato nei confronti dell’Erario omettendo il pagamento di imposte e contributi dei calciatori e dei dipendenti per un ammontare di 2 milioni 700mila euro. Il dissesto sarebbe responsabilità, stando a quanto spiega la guardia di finanza, degli amministratori che si sono succeduti negli anni.
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