TOSCANA - VASTO GIRO DI FATTURE FALSE: CHIUSE SOCIETÀ CARTIERE

Nadia Tarantino
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Un vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti emesse da un imprenditore sardo e incassate grazie all’aiuto di undici imprese con sede per la maggior parte in Toscana, ma anche nel Lazio e Lombardia, tutte intestate a cittadini cinesi. E’ quando ha scoperto la guardia di finanza di Cagliari che ha eseguito il provvedimento di sequestro preventivo chiesto e ottenuto dalla procura per un ammontare di 160mila euro. Le indagini hanno riguardato varie città toscane dove avevano sede le aziende cosiddette ‘cartiere’, vale a dire regolarmente iscritte alla Camera di commercio ma di fatto inattive, che ricevevano le fatture dalle quali figurava l’acquisto di merce dall’imprenditore sardo. A casa dell’uomo, indagato per dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture false o altri documenti per operazioni inesistenti, sono state trovate sia le fatture per un valore complessivo di 345mila euro che una cassaforte, murata dietro un armadio, con all’interno 100mila euro in contanti. Per ricostruire il flusso di soldi, i finanzieri hanno passato al setaccio centinaia di documenti fiscali e li hanno confrontati con i movimenti finanziari. Riscontrata solo una minima parte di operazioni regolate tramite bonifici bancari, per il resto fatture pagate in contanti con somme sotto la soglia della normativa antiriciclaggio per evitare sospetti e controlli. Le società cartiere sono stati chiuse d’ufficio dalla guardia di finanza.

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