Sono neutrali per la Toscana gli effetti della manovra di bilancio del governo sul triennio 2026-2028. Lo afferma l’Irpet nel suo rapporto annuale presentato in Regione alle categorie economiche e sociali. Il saldo tra impieghi e risorse per la Toscana è di soli 10 milioni di euro. Un peso più che marginale che porta l’assessore regionale allo sviluppo economico Leonardo Marras ad attaccare il governo sull’assenza di politiche industriali. “Una politica di bilancio asfittica, che tende sostanzialmente all’equilibrio dei saldi. Quindi con nessun impatto sulla politica industriale e su filiere, come la moda, che rappresentano il Made in italy nel mondo e che identificano lo stile italiano. A disposizione di questo sistema, a livello nazionale, ci sono le stesse risorse che ci mette la Toscana per rilanciare gli investimenti. Questo fa sorridere”. L’economia toscana, come quella italiana, è in stagnazione. “È una situazione generale, non c’è molto da commentare – ha aggiunto Marras -. Purtroppo non siamo come la Spagna, con un’economia che cresce del 3%. Qui siamo a uno zero virgola, seppur positivo. La stagione del Pnrr sta per concludersi, ci sono stati grandi investimenti che hanno inciso sui consumi. Ma già dal 2027 sarà difficile trovare un sostituto, se non si ricomincia ad investire, sia a livello pubblico che privato”.
Il rapporto disegna un quadro in chiaro scuro. Il Pil registra una crescita positiva ma debole in quadro globale incerto e instabile. La crescita è dello 0,8% nel 2025 (Italia +0,6%) e dello 0,7% nel 2026. La produzione industriale arresta la sua caduta ma resta di segno negativo (-1,8%) con un rimbalzo positivo a novembre (+1,8%) che cerca conferme nel 2026. Bene l’export che registra quasi il 15% in più nei primi 9 mesi del 2025 e oltre il 25% in più nell’ultimo trimestre. La locomotiva è la farmaceutica (+138%) ma arrivano segnali positivi anche dal comparto moda dopo un biennio nerissimo: calzature (+22,8%), abbigliamento (+17,4%), maglieria (+17,1%), cuoio e pelletteria (+9,6%), filati e tessuti (+3,2%).
Turismo. La tendenza positiva delle presenze degli ultimi quattro anni si conferma nel 2025, con un +2,5%. Al +3,8% del turismo straniero si aggiunge un aumento dello 0,7% di quello interno. In evidenza città d’arte (+6,0%) e montagna (+6,2%). Bene, seppur con ritmi più contenuti, anche le aree collinari (+2,8%), calano invece mare e costa (-1,7%).
Sul fronte lavoro, segno positivo per quello dipendente (+1,6% III trimestre 2025) e per il saldo avviamenti/cessazioni con 65 mila posizioni create tra gennaio e settembre 2025. Calano le nuove assunzioni (-3,7% III trimestre 2025) e restano le difficoltà nel manifatturiero, in particolare nella moda. In aumento il ricorso agli ammortizzatori sociali: nel III trimestre 2025 +20% rispetto all’anno precedente (soprattutto nel sistema pelle-cuoio-calzature).
Percezione della congiuntura da parte imprese. Per il 2026, 2 imprese su 3 prevedono una stabilità del fatturato, solo il 19% un aumento e il 16% una diminuzione. Per quelle della moda, solo il 13% prevede un aumento, più di 1 su 4 si attende una diminuzione. Analoghe le attese riguardo a ordini, investimenti e occupazione. Su questo ultimo fronte oltre 3 imprese su 4 prevedono stabilità e nessun cambiamento significativo. In generale, la percezione diffusa è di relativa incertezza.
La seconda parte del rapporto è dedicata all’impatto sull’economia toscana della manovra finanziaria e del PNRR e dei fondi strutturali. Rispetto a questo punto, in Toscana a novembre 2025 risultano 21 mila i progetti in carico a soggetti attuatori, per un totale di circa 12 miliardi di euro (8,3 finanziati con PNRR/PNC, restante cofinanziato con risorse regionali o statali). Lo stato di avanzamento dei progetti è del 73% (54% il dato italiano) e si sale all’80% per le opere pubbliche in carico alle amministrazioni comunali. Infine, secondo le stime Irpet, il PNRR nella fase di realizzazione determinerebbe un aumento medio annuo del livello del Pil di +1,3 punti percentuali (rispetto a uno scenario senza PNRR) e dell’occupazione di +1,8%; la programmazione comunitaria aggiungerebbe ulteriori +0,5 punti di PIL e +0,6 sull’occupazione.
FIRENZE - IRPET: DA MANOVRA DEL GOVERNO APPORTO NEUTRALE PER TOSCANA
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