Dal 1° gennaio scorso la Bulgaria ha adottato l’euro come moneta ufficiale, diventando il ventunesimo Paese dell’area Euro. Oltre a semplificare la vita di turisti e in generale dei viaggiatori, la novità avrà una diretta conseguenza per le imprese che hanno rapporti commerciali con questo Paese dell’Est Europa: l’eliminazione dei costi di cambio e dell’incertezza contabile causata da microfluttuazioni o svalutazioni anche se va detto che il Lev bulgaro era già agganciato all’euro. Crescono inoltre trasparenza e comparabilità sui prezzi dei beni, dei servizi e dei salari con quelli italiani. Cosa che riguarderà soprattutto chi delocalizza in questo Paese produzioni o forniture. Inoltre è previsto un miglioramento dell’interscambio netto. I rapporti commerciali tra Toscana e Bulgaria hanno un peso specifico ancora limitato rispetto al resto dell’Eurozona ma comunque in crescita. Nel 2024 le esportazioni hanno sfiorato i 211milioni di euro con una crescita di quasi il 50% rispetto al 2021. Fa la parte del leone il settore manifatturiero che copre la quasi totalità del valore esportato. Quasi la metà, si tratta di prodotti tessili, abbigliamento, accessori, seguono metalli e mezzi di trasporto. Il saldo commerciale è positivo perchè le importazioni ammontano a 108 milioni di euro, con un andamento sostanzialmente stabile rispetto al 2021 e anche in questo caso domina il manifatturiero.
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