Un numero di telefono e un reperto biologico: sono i due elementi principali sui quali si basa la richiesta di riapertura delle indagini sull’omicidio di Clelia Cuscito, la prostituta uccisa a coltellate il 14 dicembre 1983 nel suo appartamento in via Orsini a Firenze, e il cui caso irrisolto aprirebbe nuovi scenari sugli otto duplici delitti del Mostro.
La richiesta è stata depositata in queste ore alla procura di Firenze: un esposto dettagliato che contiene anche un nome e un cognome, quelli del presunto assassino.
Analogie tra l’omicidio del 1983 e la serie dei duplici delitti sono stati riscontrati nel corso degli anni. L’esposto punta su anomalie investigative che avrebbero contribuito a lasciare irrisolto il caso Cuscito.
Sullo sfondo dell’omicidio della prostituta, per il quale nel 1998 fu indagato uno dei compagni di merende, Giancarlo Lotti, la pornografia: nella casa della donna furono trovate decine di cassette vhs con film porno la cui detenzione, in quegli anni, era un reato. L’identità finita nell’esposto aveva a che fare proprio con il mondo del noleggio di videocassette e con i film porno amatoriali a cui partecipavano anche fiorentini altolocati, del tutto insospettabili.
Tra il 1982 e il 1984 a Firenze furono uccise altre tre prostitute oltre a Clelia Cuscito. Casi rimasti senza soluzione e che, insieme ad altre tre morti mai chiarite, sono finiti nel tempo all’attenzione di chi ha indagato sul Mostro ma senza mai portare a svolte di alcun tipo.
FIRENZE - OMICIDIO PROSTITUTA: NUOVA PISTA SUL MOSTRO
LIVE
3