PORCARI - LUTTO CITTADINO PER L’ADDIO ALLA FAMIGLIA KOLA

Nadia Tarantino
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Una bandiera tricolore e una litografia con la Torretta, il monumento simbolo di Porcari, per accompagnare nell’ultimo viaggio Arti Kola, la moglie Jonida e i figli Dari e Jessika, 23 e 15 anni, tutti morti per le esalazioni di monossido di carbonio. La famiglia ha fatto rientro oggi in Albania dopo l’addio della comunità di Porcari che si è riunita sotto il Palazzo comunale dove il corteo funebre, partito dall’obitorio di Campo di Marte, ha sostato pochi minuti per poi raggiungere la casa in via Galgani, nella frazione di Rughi, dove è avvenuta la tragedia, e da qui dirigersi all’aeroporto di Pisa per il rimpatrio. Il sindaco ha proclamato un’ora di lutto cittadino e tutta Porcari si è fermata per rendere l’ultimo omaggio alla famiglia. Davanti alla casa mazzi di fiori, candele e biglietti lasciati dai vicini di casa, dagli amici, dai conoscenti ma anche da tante persone che non conoscevano la famiglia Kola ma ugualmente hanno voluto esprimere cordoglio e vicinanza. La casa è sotto sequestro: la procura di Lucca, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo al momento senza indagati, ha ordinato una serie di accertamenti per risalire all’esatta origine delle esalazioni di monossido di carbonio. L’ipotesi più plausibile è quella della caldaia difettosa e si tratta di capire se l’installazione sia stata fatta in economia o se invece c’è stato l’intervento di un tecnico. L’inchiesta dovrà anche chiarire il particolare della telefonata di Dari Kola ai soccorritori ai quali però avrebbe dato un numero civico sbagliato, motivo che – dicono ora i vicini di casa – avrebbe ritardato l’intervento di oltre un’ora. L’esame tossicologico ha rilevato una concentrazione di monossido di carbonio nel sangue delle vittime pari all’80 per cento, una soglia assai più alta di quanto basta a portare alla morte.
La famiglia Kola, che dal 2021 viveva nella zona di Porcari dopo quasi vent’anni passati in Grecia, abitava nella casa in via Galgani dallo scorso settembre. Una casa ancora in fase di ristrutturazione che rappresentava il sogno della vita, un sogno di sacrificio coltivato giorno dopo giorno, il desiderio di trovare stabilità e costruire un futuro solido. Un sogno interrotto il 4 febbraio.

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