Si rafforza il percorso intrapreso da Plures per riportare l’acqua sotto il pieno controllo pubblico contro l’attuale assetto che vede la romana Acea proprietaria del 40% di Publiacqua attraverso Acque Blu fiorentine. La Corte d’Appello di Firenze ha respinto il ricorso con cui Acque Blu Fiorentine chiedeva di sospendere l’efficacia della sentenza di primo grado che ha riconosciuto in capo a Plures anche la proprietà del 40% del gestore idrico detenuta da Abf, portando la quota complessiva nella società a oltre il 98%. Un lungo braccio di ferro per non perdere i profitti derivanti dalla gestione del servizio idrico nell’area metropolitana Firenze, Prato Pistoia, iniziato nel 2022 con l’impugnazione e quindi il blocco dell’acquisto delle proprie quote da parte di Acqua Toscana, che riunisce la parte pubblica rappresentata dai comuni dell’area metropolitana, poi confluita nella multiutility pubblica Plures.
In attesa del giudizio nel merito del ricorso, i giudici hanno quindi respinto la richiesta di sospensiva di esecuzione della sentenza di primo grado. Da Plures si sottolinea che l’ordinanza del giudice non tocca neanche l’intervenuto trasferimento della partecipazione, l’obbligo di Acea di darvi esecuzione contro pagamento di 122,3 milioni di euro, la restituzione degli 8 milioni di euro di dividendi e la penale di 10.000 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del trasferimento a partire dal trentesimo giorno successivo al 10 marzo.
Plures sottolinea anche che “il percorso già avviato da Ait per il nuovo affidamento in house del servizio idrico integrato a Plures a decorrere dall’1 gennaio 2027 prosegue secondo le tempistiche previste, nell’ambito del progetto di integrazione della gestione dell’acqua all’interno della multiutility toscana approvato dai sindaci dei territori interessati”
Firenze - Acqua pubblica, niente sospensiva per Acea
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