Chiedono tutela dei posti di lavoro e della filiera produttiva i mille e più lavoratori del gruppo Kering che questa mattina hanno partecipato alla manifestazione e allo sciopero nazionale proclamato da Fictem Cgil, Femca Cisl e Uiltec-Uil. E’ stata scelta Scandicci perchè qui c’è il cuore pulsante del colosso francese del lusso che ha in pancia molti grandi marchi della moda: Gucci, Saint Laurent, Balenciaga, Alexander Mcqueen, Bottega Veneta. 4mila i lavoratori nel fiorentino, 6mila in tutta la Toscana a cui aggiungere i lavoratori della filiera, l’anima del Made in. Partito dalla sede Gucci, il corteo ha raggiunto il centro di Scandicci dove si trovano gli uffici del gruppo Kering che poco più di mese, tra l’altro a Firenze, ha presentato agli azionisti un piano di rilancio per fermare l’emorragia di ricavi che si è registrata nell’ultimo triennio. Silenzio assoluto e rifiuto di incontrare Cgil, Cisl e Uil, sulle ripercussioni occupazionali della ristrutturazione ma l’obiettivo di raddoppiare i ricavi in tre anni, in uno scenario internazionale caotico come l’attuale, porta con se necessariamente un taglio dei costi. Quali, è la domanda che attende una risposta urgente e chiara. “Avremo un confronto duro a difesa delle lavoratrici e lavoratori che hanno fatto grande il Made in Italy, arricchendo i brand. – spiegano Filctem, Femca, Uiltec – Tuteliamo distretti che storicamente esprimono la migliore qualità al mondo in questo settore”. In questo contesto suonano come campanello d’allarme i 53 esuberi su 181 dipendenti di Alexander McQueen a livello nazionale senza riconoscimento della cassa integrazione. Di questi 13 sono allo stabilimento di Scandicci. In una nota, Kering rassicura sulla tenuta dei livelli occupazionali e della filiera locale, ma c’è grande preoccupazione, espressa anche dalla sindaca di Scandicci, presente alla manifestazione con altri amministratori toscani. Il 50% del distretto della pelletteria di Scandicci fa infatti capo al gruppo kering. Eventuali tagli e chiusure avrebbero dei riflessi economici e sociali pesantissimi. “Parliamo di licenziamenti, a quanto sappiamo, senza che l’azienda intenda applicare gli ammortizzatori sociali – ha detto la sindaca Claudia Sereni – siamo assolutamente interessati e disponibili al confronto con il gruppo e con tutte le imprese coinvolte, in un dialogo che si è fatto difficile in questi ultimi due anni anche a causa dei tanti cambiamenti ai vertici e che oggi sta ripartendo, tanto che a breve sono già previsti nuovi incontri”.
Le adesioni nei vari stabilimenti del gruppo, secondo i sindacati, si sono attestate tra il 70 e il 100%. “Ciò che è accaduto in McQueen – prosegue la nota sindacale – non depone a favore di un impegno serio del gruppo. Kering in queste ore annuncia confronti già calendarizzati col sindacato, confondendo, speriamo inconsapevolmente, i Cae (comitati aziendali europei) che non sono organi di contrattazione e le organizzazioni sindacali che invece esercitano quel ruolo”.
Scandicci - Crisi Kering, in mille chiedono tutela dei posti di lavoro
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