Si chiama “affordable housing act” (letteralmente “Legge sugli alloggi a prezzi accessibili”) la proposta di regolamento presentata dalla commissione europea che – pur non introducendo obblighi – dà potere ai sindaci di intervenire sulle aree sotto stress abitativo in una città (con misure che possono andare dalle limitazioni degli affitti brevi o del numero di notti ai turisti fino al divieto di vendita dell’immobile a chi non lo acquista come prima casa). Non si tratta, è bene chiarirlo, di una norma esecutiva. Dovrà passare dal parlamento Europeo e c’è da scommettere che molti saranno gli emendamenti. Anche la definizione di aree sotto stress è da chiarire maggiormente; secondo la Commissione sono quelle in cui il rapporto tra il prezzo medio degli immobili e il reddito medio dei residenti è pari o superiore a 8, in crescita da almeno 10 anni e senza prospettive di miglioramento nei successivi tre. Un parametro che potrebbe permettere di vietare gli affitti brevi quasi ovunque a Firenze, ben oltre le aree individuate dallo studio del professor Celata che ha permesso di estendere il divieto di palazzo Vecchio ben oltre il Centro Unesco. Anche se approvata in via definitiva dall’Europa, c’è poi da capire come e quando verrà applicata dai singoli stati. Ma non c’è dubbio che la ratio della proposta si sposa con quella che ha spinto Palazzo Vecchio a intervenire negli ultimi anni e potrebbe rappresentare uno scudo ulteriore contro i ricorsi ancora in piedi.
FIRENZE - AFFORDABLE HOUSING ACT: l’EUROPA CONTRO GLI AFFITTI BREVI
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