L’aumento incontrollato di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori di produzione legato alla guerra in Iran sta costando fino a 200 euro in più a ettaro alle aziende agricole. E’ per discutere soprattutto di questo che oltre 4000 soci di Coldiretti si sono riuniti in Assemblea a Firenze con i vertici nazionali e il ministro dell’agricoltura Lollobrigida. Nel dettaglio in un mese di guerra i costi per il settore dell’olio d’oliva sono cresciuti di 205 euro a ettaro di uliveto, secondo le stime di Divulga, mentre per i cereali sono balzate mediamente di almeno 65- 80 euro ad ettaro, con picchi fino a 200 euro per la coltivazione del mais, che si ripercuote anche sugli allevamenti incidendo sull’alimentazione del bestiame. Anche produrre una tonnellata di latte costa alle stalle 40 euro in più rispetto a prima, mentre per il comparto suinicolo i costi aggiuntivi di queste settimane di guerra si aggirano sui 25 euro a capo allevato. Bilanci in rosso anche nei frutteti dove gli incrementi stimati nelle prime settimane di guerra si stanno traducendo in aumenti fino a 35 euro a tonnellata. Il prezzo dei fertilizzanti è aumentato fino al 40% così come il gasolio agricolo passato da circa 0,85 euro/litro fino a 1,38 euro. Per il gasolio agricolo – ha annunciato il ministro – “interverremo nel prossimo decreto sul settore agricolo con un credito d’imposta anche per l’agricoltura” ha annunciato il Ministro venendo incontro a una precisa richiesta del presidente nazionale di Coldiretti. Per quanto riguarda l’Europa, ha aggiunto il ministro, la richiesta è di una pressione per l’immediata sospensione gli aumenti sui fertilizzanti. Ma sul fronte europeo è un’altra la notizia che invece rincuora Coldiretti che ha partecipato a numerose manifestazioni di protesta a Strasburgo e Bruxelles. Il recupero di risorse sul Fondo Unico della Pac
FIRENZE - COLDIRETTI: LA GUERRA È GIÀ COSTATA 130 MILN AGLI AGRICOLTORI TOSCANI
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