I rintocchi del campanile della chiesa risuonano nella valle. Siamo a Levigliani una frazione del comune di Stazzema, in provincia di Lucca. 350 abitanti che risiedono alle pendici del Monte Corchia ad un’altitudine di 600m. Qui il tempo sembra essersi fermato tra le case in pietra e i monumenti ai caduti in guerra, ma questo antico borgo, al contrario di ciò che accade in molti paesi montani non soffre ne di spopolamento, ne di disoccupazione. Per capirne di più, dobbiamo fare un passo indietro di 232 anni, quando 67 famiglie del luogo decisero di mantenere collettivamente la proprietà del Monte Corchia e dei boschi acquistati dal Granduca di Toscana. Oggi i proprietari sono coloro che di generazione in generazione hanno ereditato il diritto di possesso dagli antichi acquirenti. Un modello che prende il nome di Comunione dei Beni Comuni e che ha portato alla creazione di una comunione perpetua, amministrata nell’interesse della comunità. La Beni Comuni di Levigliani, che rappresenta il governo tra queste montagne, riesce a mantenersi grazie a due introiti importanti derivanti da due cooperative: la Coop. Sviluppo e Futuro che gestisce la valorizzazione turistico-culturale e ambientale della proprietà comune e che vanta circa un milione di fatturato all’anno, 11 soci e la Cooperativa Condomini con 18 soci, che gestisce le cave di marmo secondo criteri di sostenibilità dimezzando volontariamente le tonnellate di marmo estratto per lasciare risorse alle generazioni future, con un fatturato di circa 9 milioni di euro. Dalle due cooperative la Beni Comuni incassa annualmente circa 350 mila euro l’anno, denaro utilizzato per migliorare la qualità della vita nella frazione di Levigliani.
LIVE
2