I dati Istat della bilancia commerciale della provincia di Firenze ci danno un quadro in chiaroscuro. Si registra il primato nazionale quanto a crescita (+41,4%) e il secondo posto per controvalore dietro Milano, ma si assottiglia la forbice tra valore delle esportazioni e quello delle importazioni, che sono quasi raddoppiate passando da 14 a 27 miliardi. Il saldo positivo è ora di poco sopra ai 7 miliardi contro i 10 miliardi dell’anno prima. Non solo. Il traino dell’export è il farmaceutico di cui Firenze è ricca e che ha registrato ben oltre il raddoppio dei ricavi rispetto al 2024, da 8 a 18,7 miliardi. Se lo togliamo, le vendite all’estero sprofondano a quasi – 5%
Ma il farmaceutico influenza anche la crescita delle importazioni. Si registra infatti l’exploit degli acquisti fatti in Cina, quasi esclusivamente di principi attivi e componenti farmacologici destinati all’industria farmaceutica fiorentina. La crescita dell’824,5% (ossia 7,9 miliardi di cui 7,1 miliardi nel comparto farmaceutico), mette la Cina al secondo posto come Paese che vende nella provincia. Sfiora il 30% dietro agli Usa che coprono il 44,1% e davanti all’Irlanda, che pure gode di un effetto farmaci ed è staccata a quota 7,3%.
“Il volume delle importazioni di principi attivi e input testimonia l’assoluta rilevanza di Firenze come centro di eccellenza della trasformazione farmaceutica di alta qualità, biotecnologica e non solo, un primato che dovremo difendere rispetto a chi vorrebbe strappare ai nostri territori poli produttivi di alta gamma – ha detto il segretario generale della Camera di commercio di Firenze Giuseppe Salvini -. Questo forte interscambio di componenti chimici aumenta i volumi commerciali, ma segnala anche quanto la produzione locale sia integrata e contestualmente dipendente dalle catene di approvvigionamento internazionali che come tali sono più esposte al contesto geopolitico”. Si rileva anche che la fine del 2025 aveva dato una boccata di ossigeno alle esportazioni di settori nevralgici come le calzature (+11,6%), l’abbigliamento (+6,5%), gli articoli di maglieria (+4,3%) e la pelletteria (+0,4%). Miglioramenti che la guerra in Medio oriente potrebbe aver vanificato.
FIRENZE - IMPORT EXPORT 2025, E’ IL FARMACEUTICO CHE COMANDA
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