TOSCANA - LO SVILUPPO TOSCANO SCORRE LUNGO L’ARNO

Redazione
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Arno fonte di preoccupazione nel periodo delle piogge, ma anche fattore strategico per l’economia e lo sviluppo del territorio. Sin dall’antichità per il trasporto merci e per l’agricoltura, nel Medioevo anche per alimentare i mulini e le gualchiere. Quella di Remole a monte di Firenze, ad esempio, appartenuta alla famiglia degli Albizi e poi proprietà dell’Arte della Lana. La valle dell’Arno è stata al centro di una fitta rete di scambi, il collegamento diretto tra l’interno della regione e il Mediterraneo, cosa che ha favorito la nascita di città e paesi lungo il suo corso. Ma le sue rive erano costellate anche di scali fluviali al servizio delle aree rurali. E ancora, le basi solide per lo sviluppo del futuro distretto della concia a Santa Croce sull’Arno, e la rena ricavata dal letto del fiume utilizzata per l’edilizia. Oggi che la navigazione è per brevi tratti e limitata ai soli fini turistici e sportivi, troviamo comunque usi produttivi seppur indiretti. L’Arno è strumento per le produzioni industriali ad alto consumo d’acqua come ad esempio quella tessile, e motore di energia idroelettrica sfruttandone la potenza nei salti e nelle cascate. Residuale ma comunque presente l’attività di pesca più concentrata a bocca d’Arno. Ma oggi l’Arno è fondamentale soprattutto per l’approvvigionamento potabile dei territori che attraversa. Fonte di preoccupazione sì, ma soprattutto di vita.

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