E’ un vero e proprio bollettino di guerra quello che arriva dal carcere de la Dogaia, una delle strutture più critiche dell’intero sistema penitenziario italiano. Una serie di aggressioni e violenze tra detenuti che hanno spinto la procura guidata da Luca Tescaroli a lanciare un grido d’allarme. La situazione si sarebbe fatta ancora più critica in seguito agli interventi delle forze dell’ordine, coordinati dalla stessa procura, che hanno portato a smantellare giri di spaccio di droga e di telefonini all’interno del carcere.
L’ultimo episodio in ordine di tempo risale e sabato scorso 24 gennaio con la brutale aggressione con violenza sessuale nei confronti di un detenuto di nazionalità marocchina di venticinque anni, avvenuta all’interno della cella, verosimilmente da parte di un altro detenuto. La vittima ha riportato lesioni gravi giudicate guaribili, sulla base di una prima prognosi, in trenta giorni. Il 16 gennaio scorso si era registrata un’ulteriore azione violenta nei confronti di un altro detenuto italiano di ventisette anni, anche in questo caso funzionale alla commissione di violenza sessuale.
La procura elenca poi altri due episodi, risalenti al mese scorso ma in grado di dare conto di una situazione estremamente critica. Il 22 dicembre un detenuto ventenne, nato in Brasile, era stato oggetto di aggressione fisica da parte di un altro detenuto, che lo aveva graffiato al volto e al braccio sinistro con un pezzo di legno su mandato di un terzo detenuto, come ricostruito poi dagli inquirenti. E, ancora, il 29 novembre si è assistito all’uso di violenza gratuita da parte di un appartenente alla polizia penitenziaria ai danni di un detenuto presente in infermeria.
Tutto questo, spiega il procuratore Tescaroli, si aggiunge alle denunce di inadeguata protezione del personale sanitario che accede dall’esterno per prestare la propria opera professionale allorché vengono a contatto con i detenuti.