MONTEVARCHI - IL PUNTO NASCITA DELLA GRUCCIA è SALVO (PER ORA)

Chiara Valentini
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In base alla legge vigente l’esistenza di un punto nascita in un ospedale è giustificata da almeno 500 parti l’anno (1000 in Aziende ospedaliere universitarie come Careggi, Le Scotte o il Cisanello). In Toscana ce ne sono 22 ma tre (Portoferraio all’isola d’Elba, Barga in Garfagnana e Borgo San Lorenzo nel Mugello fiorentino) operano già da tempo in regime di deroga ministeriale giustificata dal criterio dell’isolamento del territorio e la garanzia comunque offerta di livelli di sicurezza adeguati, per le mamme e per i neonati. C’è però un punto nascita che è particolarmente a rischio, anzi è già da quest’estate che il Governo ne chiede la chiusura essendo già da diversi anni sotto i 500 parti: quello dell’ospedale del Valdarno a Montevarchi, detto “La gruccia”. La Toscana era riuscita a rimandarne l’eliminazione di qualche mese e il Presidente Giani aveva preso a cuore la questione da un lato invitando le partorienti della zona a recarsi alla Gruccia per aumentare il numero delle nascite, dall’altro inviando una lettera al Ministro Schillaci in cui spiegava che la distanza dall’ospedale di Arezzo non sarebbe molta ma visto il traffico e i lavori di manutenzione (anche autostradale) in corso, diventa problematico per le partorienti arrivare fino al San Donato. Il Ministro ha risposto dicendosi disponibile, proprio per questi motivi, a “a un approfondimento istruttorio”. “Nel frattempo  – conclude il presidente – ogni valutazione è congelata”. E il punto nascita di Montevarchi continuerà a funzionare. Schillaci ha però rifiutato la proposta di Giani di diminuire la soglia richiesta (scendendo magari da 500 a 400 parti). Ma quello che non manca al presidente della Regione è l’ottimismo.

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