Da quasi nove secoli, a Firenze la mattina di Pasqua è indissolubilmente legata allo Scoppio del Carro, una delle cerimonie popolari più antiche e spettacolari della città. Un rito che attraversa i secoli e che unisce fede, storia e identità civica, tanto da essere percepito ancora oggi come un segno augurale per l’intero anno: se la colombina compie correttamente il suo percorso, la tradizione vuole che non manchino raccolti abbondanti e fortuna per la città.
Le origini della celebrazione affondano nella storia medievale e rimandano direttamente alla Prima Crociata. Secondo la tradizione, il cavaliere fiorentino Pazzino dei Pazzi fu tra i primi a scalare le mura di Gerusalemme durante la conquista della città. Come riconoscimento del valore dimostrato, gli furono donate tre schegge di pietra del Santo Sepolcro. Tornato a Firenze nel 1101, portò con sé quelle reliquie, dalle quali nacque l’antica usanza di accendere il cosiddetto “fuoco santo”, simbolo di purificazione e rinascita.
Per secoli, alla vigilia della Pasqua i fiorentini si recavano nella cattedrale per accendere piccole torce con quel fuoco benedetto e portarlo in processione nelle case, diffondendo idealmente la luce della Resurrezione in tutta la città. Il fuoco veniva acceso proprio grazie alle scintille prodotte dallo sfregamento delle tre schegge del Santo Sepolcro: un gesto semplice ma carico di significato religioso e comunitario. ??
Col tempo, questo rito si trasformò progressivamente in una cerimonia pubblica sempre più solenne. Alla fine del Trecento la famiglia Pazzi promosse la realizzazione del monumentale “Carro di Fuoco”, l’antenato dell’attuale Brindellone, segnando la nascita della forma moderna della celebrazione. Fu però a partire dal Seicento che lo Scoppio del Carro assunse l’impianto scenografico che conosciamo oggi: il grande carro pirotecnico, trainato da quattro buoi bianchi ornati a festa, attraversa il centro storico fino a piazza del Duomo, dove si svolge il momento culminante del rito.
Il cuore della cerimonia resta il volo della colombina: una piccola colomba meccanica che, accesa durante la messa solenne pasquale all’interno della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, percorre un filo fino al Brindellone e ne innesca lo spettacolare scoppio pirotecnico. Un gesto simbolico che unisce liturgia e tradizione popolare, religione e identità cittadina.
Per gran parte della sua storia lo scoppio del carro si è svolto il Sabato Santo, durante la veglia pasquale di mezzogiorno. Solo con la riforma liturgica della Settimana Santa negli anni Cinquanta del Novecento la cerimonia fu spostata alla domenica mattina di Pasqua, collocazione che mantiene ancora oggi.
Nel corso dei secoli la celebrazione ha attraversato guerre, cambiamenti politici e trasformazioni sociali senza mai perdere il suo significato profondo. Anche nei momenti più difficili della storia cittadina, e persino durante il covid e il lockdown, la tradizione è rimasta un punto di riferimento collettivo, confermandosi come uno dei riti identitari più sentiti dai fiorentini. Proprio per questo lo Scoppio del Carro continua a rappresentare non solo una festa religiosa, ma un vero patrimonio storico e culturale della città.
FIRENZE - SCOPPIO DEL CARRO, TRA FEDE E TRADIZIONE SECOLARE
La manifestazione sarà trasmessa in diretta da Toscana Tv il giorno di Pasqua con inizio alle 8.45
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