Prenotazioni in calo rispetto alla Pasqua 2025 ma non quanto nel resto d’Italia. Il turismo a Firenze sembra aver risentito meno che altrove l’onda d’urto del conflitto in Medio oriente e in generale delle tensioni internazionali. È il quadro che emerge dalle rilevazioni di Assoturismo Confesercenti Toscana tra i suoi associati. Secondo l’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, le presenze stimate in Italia sono 14,1 milioni, duecentomila in meno rispetto al 2025 pari al 1,3%. I turisti stranieri sfiorano il 59%, pari a 8,3 milioni di pernottamenti con un calo dell’1,4%, mentre gli italiani scendono dell’1,2%. La flessione, seppur lieve, è da imputare al quadro internazionale come dimostra la riduzione degli arrivi da USA, Canada, Australia, Gran Bretagna, Cina, Giappone, India e Corea del Sud, e la tenuta del turismo di prossimità europeo, in particolare da Spagna, Francia e da altri Paesi vicini. Stabili i turisti del Belgio, Brasile, Spagna e Scandinavia. Sul fronte del mercato interno, pesa negativamente la componente dei costi energetici, che continua a condizionare le scelte e le disponibilità dei viaggiatori italiani. In generale i turisti prediligono le città d’arte mentre le prenotazioni nelle località costiere sono condizionate dall’incertezza sulle previsioni meteo. La variabile “clima” è alla base delle prenotazioni “lumaca” nelle quasi 6 mila strutture agrituristiche della Toscana, appannaggio del turismo interno che rappresenta circa il 70% del totale. La permanenza media sarà di una-due notti per il 40% degli ospiti. Gli affari vanno a gonfie vele per gli affitti brevi. Le stime di Property Managers Italia danno un tasso di occupazione del 93%, in aumento di 15 punti percentuali rispetto al 78% dello scorso anno.
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