Economia resiliente, crescita moderata sostenuta soprattutto da spesa turistica e dai consumi delle famiglie. E’ la fotografia aggiornata all’anno in corso della situazione toscana secondo Banca d’Italia. Bankitalia che conferma la nostra regione ai primi posti nazionali per credito al consumo dandone però una lettura positiva perché il tasso di deterioramento è contenuto e stabile e perché i depositi bancari sono aumentati. In sostanza ci si indebita per vivacità dei consumi e non per bisogno. Nei primi sei mesi del 2026 la crescita è aumentata dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, seppur con un rallentamento nel secondo trimestre probabilmente a causa dello scoppio della guerra in Iran. In chiaro scuro il quadro delle imprese. Gli indicatori di liquidità e redditività restano favorevoli ma sale dal 10 al 16% la quota di aziende che prevede di chiudere l’esercizio in perdita. Il dato positivo dell’export è legato solo al farmaceutico e ai metalli preziosi, ossia a basso valore aggiunto. Particolare l’andamento della moda che registra deboli segnali di ripresa ma non univoci. Prato ad esempio perde 240 imprese artigiane di cui 200 tessili. Confermato il bisogno di invertire la rotta sul fronte investimenti strategici per aiutare in maniera decisa il recupero della manifattura.
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