Sezioni con un sovraffollamento del 165 per cento: un dato allarmante ma non il peggiore perché in alcune aree si arriva addirittura al 220 per cento. Il carcere di Sollicciano simbolo delle condizioni inumane e degradanti in cui versa la maggior parte delle strutture in Italia, unico caso nella storia del sistema carcerario dove intere sezioni, sette per la precisione, sono state sequestrate dal tribunale per le gravi condizioni igieniche, sanitarie e strutturali. Una situazione che non è al collasso semplicemente perché è già collassata. Se ne torna a parlare sabato con il convegno organizzato, proprio a Firenze, dall’Unione delle Camere penali italiane. “Lo stato generale dell’esecuzione penale, anatomia di un disastro”: il titolo dell’iniziativa dice tutto.
Non è solo per il carcere di Sollicciano che avvocatura, accademici, politici e rappresentanti delle istituzioni hanno deciso di darsi appuntamento a Firenze. E’ qui, infatti, che su iniziativa di due avvocati, il giudice di Sorveglianza ha sollevato una questione di legittimità sul rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena quando le condizioni del carcere a cui il detenuto è destinato vengono ritenute inumane e degradanti.
Che soluzioni non sono più rinviabili lo dicono i numeri: mentre l’Italia vanta un tasso di suicidi tra i più bassi d’Europa, è in testa alle classifiche per suicidi dentro le carceri, oltre il doppio della media europea.
FIRENZE - CARCERI: SOLLICCIANO SIMBOLO DEL DEGRADO
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