FIRENZE - COMMISSO: TRA LA DELUSIONE STADIO E IL SUCCESSO VIOLA PARK

Chiara Valentini
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“Un momento di dolore collettivo”, così la Sindaca Funaro nell’esprimere il dolore per la scomparsa di Rocco Commisso a nome di tutta la città. Funaro ha ricordato l’affetto profondo e autentico che il Patron Viola ha sempre dimostrato nei confronti di Firenze. Di schiettezza parla anche l’ex sindaco Dario Nardella. Un rapporto stretto anche con Francesco Casini che come primo cittadino di Bagno a Ripoli ha accompagnato Commisso nella realizzazione del Viola Park. Delle moltissime reazioni commosse e di cordoglio arrivate anche dal mondo istituzionale abbiamo scelto queste tre. Tre sindaci che sono stati gli interlocutori diretti di Rocco Commisso per le due infrastrutture legate alla Fiorentina, Stadio e Viola Park. In quest’ultimo caso il sogno (e l’investimento) di Commisso si è potuto sposare – nonostante qualche intoppo in corso di realizzazione – con l’esigenza del Comune di Bagno e Ripoli di riqualificare l’area che dal 2023 ospita il più grande centro sportivo d’Italia. Molto più travagliata (e ancora in corso) la vicenda dello Stadio. Fin dal suo arrivo Commisso ha mostrato tutta la sua volontà di costruirne uno nuovo e fu l’area Mercafir la prima che gli venne proposta. Ma dopo aver studiato il progetto decise di rinunciare al bando per (non erano garantite – le motivazioni in sintesi) le condizioni richieste (velocità e costi ragionevoli). Era il marzo 2020 e iniziavano le frecciatine di Commisso nei confronti non tanto di Nardella (di cui apprezzava gli sforzi) ma dell’istituzione pubblica le cui lentezze erano incomprensibili alla veloce mente americana. Gli anni successivi furono divisi tra l’opzione Campi Bisenzio (bloccata soprattutto da Giani per motivi idraulici che, alla luce dell’alluvione del 2023, erano più che concreti) e quella di ricostruire il Franchi da zero. Ma sempre monumento nazionale era e nemmeno quello poteva essere distrutto. Nel braccio di ferro che ne seguì, fu il partito del “salviamo il Franchi” a spuntarla e fu allora che Nardella, forte dei primi 95 milioni trovati dal Governo, annunciò: facciamo da soli. Era il 2021 e le crepe nei rapporti con l’amministrazione si intensificarono. Il resto è storia recente. Il Franchi sarà pronto nel 2029, i fondi non ci sono ancora tutti e soprattutto non c’è una risposta della Fiorentina sul suo coinvolgimento per la parte commerciale. Una risposta che non potrà più arrivare da Rocco Commisso.

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