FIRENZE - MIGRAZIONI: GENETICAMENTE INARRESTABILI. I TOSCANI ETRUSCHI? NON PIù

Chiara Valentini
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In fatto di migrazioni la Toscana si conferma una delle regioni più attrattive d’Italia. I cittadini stranieri, certificano vari studi, sono in continuo aumento: +3,7% solo nel 2024 in base al Dossier del Centro Studi e Ricerche Idos secondo il quale praticamente il 12% dei toscani è un “migrante” moderno, diciamo così, con un picco a Prato dove la percentuale raggiunge il 22,9%, la più alta d’Italia. il Rapporto 2024 sull’immigrazione in Toscana redatto dall’Osservatorio sociale regionale si spinge a prevedere che nel 2060, senza gli stranieri, la Toscana (colpita dal crollo demografico) perderebbe 1,4 milioni di abitanti ma che se il trend di migrazione si confermerà la perdita sarà ridotta a 400mila. Proprio in questa settimana due interventi normativi avranno probabilmente un effetto sui numeri degli arrivi. Da un lato il Governo ha appena approvato un decreto legge che prevede tra le altre cose espulsioni più facili per stranieri che hanno commesso reati al cosiddetto “blocco navale” in caso di “pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico”. Dall’altro l’europarlamento di Strasburgo ha approvato due testi nell’ambito del Patto UE sulla migrazione che elencano una serie di Paesi considerati “sicuri” dai quali sarà più difficile richiedere asilo, cui si sommano i Paesi candidati all’ingresso nell’Unione e introduce il concetto di “Paese terzo sicuro”, dove a determinate condizioni potranno essere trasferiti i richiedenti asilo che si sono visti respingere la domanda di ingresso in Europa. Su queste norme è intervenuta anche Oxfam, la confederazione di organizzazioni internazionali che si occupa, tra le altre cose, anche di queste questioni, definendo le norme europee “un ulteriore e preoccupante arretramento delle garanzie previste per le persone che chiedono protezione internazionale nell’Unione europea”. Ma queste norme sono efficaci dal punto di vista della genetica delle migrazioni? Di fatto no, ci risponde il professor Guido Barbujani, che abbiamo incontrato a margine di una conferenza sulle migrazioni dell’homo sapiens che ha tenuto all’Università di Firenze in occasione del Darwin day (Charles Darwin è nato il 12 dicembre 1809). No perchè ragionando in termini temporali di milioni o centinaia di migliaia di anni la “sostituzione etnica” è di fatto sempre stata la regola. 
Al genetista invece chiediamo la validità dell’affermazione, spesso sbandierata con orgoglio in questa regione, che i toscani discendano dagli etruschi. Ma anche stavolta la risposta deluderà molti. Premesso che per un genetista parlare di DNA di un popolo è sempre scientificamente poco accurato, il professore cita studi che dimostrano come in certe zone la discendenza etrusca è certificata (il 98% in Casentino, il 70% a Volterra) in altre non lo è per niente.

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