La silvicoltura sta conoscendo una nuova primavera grazie a un’inedita frontiera che trova pieno sviluppo a Pistoia dove è nata. Si tratta infatti dell’uso del cippatino nel florovivaismo. Le fibre di legno proteggono le piante, riducono la crescita delle erbacce più dei diserbanti e trattengono bene l’acqua. Un risultato importante e sostenibile, frutto di un progetto di ricerca finanziato dalla Regione con fondi Feasr 2014-2020. In pochi anni tale uso è cresciuto notevolmente e ora copre il 50% dell’attività del distretto forestale di Pistoia, nato – primo in Italia – nel 2008, con un bosco caratterizzato da faggio, castagno e robinia e 200 imprese attive. L’altro 50% è dedicato al teleriscaldamento, per il quale si predilige il cippato, alternativa ecologica al pellet che tra l’altro è per lo più d’importazione. La montagna pistoiese ha un distretto all’avanguardia, tra i primi a usare la teleferica per la viabilità alternativa.
Legna da ardere, cippato ed edilizia sono le principali attività della maggior parte delle altre zone boschive toscane. La Maremma, il Casentino e la Garfagnana ad esempio, ma anche il Mugello. I frutti del bosco, a cominciare dalla castagna, rappresentano un’economia residuale con qualche sottolineatura in più nel Mugello.
La riscoperta del legno e le nuove tecnologie frutto di ricerca potrebbero riaccendere i riflettori su un settore che a differenza dell’agricoltura non è crollato ma che presenta comunque numeri piccoli anche rispetto alla superficie boschiva che con oltre un milione di ettari, pari al 51% del territorio regionale, conferisce alla Toscana il primato nazionale in fatto di copertura boschiva.
I dati a disposizione sono pochi ma grazie alla Camera di Commercio di Firenze sappiamo che in Toscana le imprese attive nel settore della silvicultura al 31 12 2024 sono 613, hanno dai 2 ai 10 dipendenti e danno un valore aggiunto di oltre 274mila euro. La loro attività, con tagli controllati e una normativa che ne definisce i limiti, fa bene al bosco, ne garantisce l’uso ricreativo e interventi più tempestivi in caso di incendio, il vero nemico della forestazione toscana.
TOSCANA - NEL FLOROVIVAISMO LA NUOVA FRONTIERA DELL’ECONOMIA DEL BOSCO
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