La desertificazione commerciale non è più un rischio lontano, ma un’emergenza stringente che sta colpendo le nostre città, i centri storici e i comuni più piccoli. Confesercenti Prato si mobilita sul territorio con una raccolta di firme per salvare i negozi di vicinato. L’allarme, lanciato a livello nazionale da Confesercenti, a seguito di un consuntivo drammatico che vede la chiusura di oltre 60.000 imprese del commercio in un anno, trova purtroppo forte eco anche in Toscana e sul territorio pratese, dove si registra una media di circa 10 negozi che abbassano definitivamente la saracinesca ogni giorno, a fronte di sole 4 nuove aperture. Un rapporto di quasi tre chiusure per ogni nuovo inizio che fotografa lo stato di sofferenza del piccolo commercio e delle attività di prossimità nella nostra regione.
Per arginare questo fenomeno e ridare slancio all’economia di prossimità, Confesercenti Prato ha promosso una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità” e una campagna di sostegno e raccolta firme dal titolo “Il battito delle città, una città senza negozi è una città senza cuore”. Sarà possibile firmare presso la sede pratese fino a metà ottobre, a livello nazionale sarà necessario raccogliere 50.000 firme.
“I negozi non sono semplici attività economiche, ma rappresentano l’anima, l’illuminazione e la sicurezza delle nostre strade a Prato e in tutta la provincia,” commenta il presidente di Confesercenti Prato, Stefano Bonfanti. “Chiediamo ai cittadini, ai clienti e a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra città di sostenerci in questa battaglia fondamentale, venendo a firmare la nostra proposta di legge di iniziativa popolare presso i nostri uffici e i punti di raccolta dedicati. Salvare il commercio di prossimità significa salvare l’identità del nostro territorio”.
Il piano normativo proposto si articola su tre pilastri fondamentali: dall’istituzione delle Zespro, zone economiche speciali di prossimità, in cui comuni e regioni potranno individuare aree urbane, centri storici, quartieri e piccoli comuni in difficoltà commerciale, dove attivare programmi speciali per il rilancio delle attività di vicinato. Sono poi necessari incentivi fiscali e sostegni economici per le imprese, nelle Zespro sono previste infatti agevolazioni fiscali, contributi e strumenti finanziari per sostenere le attività esistenti e favorire l’apertura di nuovi negozi, pubblici esercizi e servizi di prossimità. Infine un Piano nazionale contro la desertificazione commerciale, la proposta introduce una strategia nazionale per contrastare la chiusura delle attività di vicinato, salvaguardare i servizi essenziali ai cittadini e rafforzare il tessuto economico e sociale dei territori.
“La desertificazione commerciale – sottolinea Ascanio Marradi,direttore della Confesercenti di Prato – È uno dei principali fattori di impoverimento economico e sociale delle nostre città. Quando chiude un negozio non perdiamo soltanto un’attività economica, ma un presidio di comunità, un punto di riferimento per i residenti e un elemento di sicurezza e vivibilità urbana. Per questo la raccolta firme rappresenta una grande occasione di partecipazione civica: vogliamo costruire una proposta concreta che restituisca centralità al commercio di vicinato e dia ai territori gli strumenti necessari per contrastare il declino delle aree urbane. È una sfida che riguarda non solo gli imprenditori, ma l’intera comunità pratese”.