Con dodici morti sul lavoro nei primi tre mesi di quest’anno, la Toscana è entrata in zona rossa. Un triste dato dovuto agli infortuni che hanno fatto quattro vittime a Livorno, tre ad Arezzo, due a Pisa una a Firenze, Lucca e Pistoia determinando una incidenza di 7,2 morti ogni milione di lavoratori, superiore di oltre il 25 per cento alla media nazionale che si è fermata a 5,7; 137 i morti in tutta Italia, tanti ma meno dei 150 del primo trimestre dello scorso anno. E’ il risultato dell’ultima statistica pubblicata dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente di Vega Engineering che esclude dal computo i decessi in itinere, quelli cioè avvenuti durante il tragitto casa lavoro e viceversa. Rispetto al primo trimestre dello scorso anno, l’ingresso nella zona rossa rappresenta una retrocessione: infatti, la Toscana si trovava nella zona arancione. Sono sei le regioni a formare il gruppo di testa con più morti sul lavoro: insieme alla Toscana anche Sicilia, Molise, Liguria, Puglia e Veneto. Solo Veneto e Sicilia hanno registrato un numero più alto di vittime: rispettivamente 16 e 14. La statistica tiene conto principalmente del numero dei morti confrontato con quello degli occupati in modo da determinare una classifica fedele al contesto: in Toscana, le dodici vittime hanno pesato l’8,8 per cento sul totale dei lavoratori che ammonta a un milione 669mila.
Costruzioni, trasporti e attività manifatturiere i settori più colpiti. Il giorno più luttuoso risulta il giovedì. Quanto agli infortuni, il numero è aumentato nei primi tre mesi del 2026 rispetto alla stesa finestra dell’anno precedente passando da 143 a 150mila.
TOSCANA - 12 MORTI SUL LAVORO NEI PRIMI TRE MESI 2026: E’ ZONA ROSSA
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